Le banche a livello globale si stanno interrogando sul ruolo del mainframe nel settore: qual è il futuro di questa tecnologia? Come può supportare la trasformazione digitale?
Il mainframe è ancora oggi il sistema centrale sul quale risiedono le applicazioni “mission critical” della maggior parte delle istituzioni bancarie a livello mondiale.
Se da un lato il mainframe assicura il massimo livello disponibile sul mercato, in termini di resilienza, sicurezza e garanzia operativa, d’altra parte esiste la spinta ad adottare applicazioni basate sul cloud e altre tecnologie emergenti che stanno rivoluzionando il settore.
Molte banche si trovano a un punto di svolta, poiché ritengono che i tempi siano maturi per agire e diventare più competitive.
Per continuare a trarre valore dagli investimenti nel mainframe e posizionare i servizi finanziari in modo da capitalizzare le opportunità di crescita future, i C-level devono determinare come, cosa e quando modernizzare, anche valutando uno spostamento di alcune applicazioni fuori dal mainframe.
Che aspetto ha il successo?
Ridurre i costi, aumentare l’agilità, soprattutto in ambito DevOps, e ampliare le possibilità di innovazione: sono questi gli obiettivi principali del percorso di modernizzazione del mainframe.
Raggiungerli favorisce la capacità di entrare rapidamente in nuovi mercati, attrarre nuovi clienti e riunire rapidamente gli ecosistemi.
A volte, la modernizzazione segue un percorso forse troppo semplicistico che porta a mettere in ombra lo scopo originario di aumentare l’agilità di business; di conseguenza, a lungo è prevalsa l’errata convinzione che la modernizzazione del mainframe equivalesse sostanzialmente nella migrazione della piattaforma sul cloud.
Uno degli effetti più comuni di questo approccio è il fallimento di molti di questi progetti per motivi di performance e di difficoltà di integrazione applicativa fra cloud e mainframe.
La sfida principale, quindi, consiste nel determinare l’approccio di modernizzazione del mainframe più adatto alle operation e ai carichi di lavoro.
In uno studio del 2021, Gartner ha evidenziato che le aziende che velocizzano gli investimenti nel cloud senza ottimizzare i costi non solo non riescono a ricavarne il valore atteso, ma soprattutto finiscono per spendere oltre il 70% in più per i diversi servizi.
È fondamentale che i dirigenti del settore bancario rivalutino la modernizzazione del mainframe in una nuova ottica: la trasformazione deve riguardare tanto la cultura, i punti deboli e i casi d’uso dell’organizzazione, quanto le infrastrutture informatiche.
La sfida è identificare l’approccio migliore per le operation, per i workload e per una forza lavoro le cui competenze in ambito mainframe stanno diminuendo, che si decida sia di modernizzare il mainframe, sia di integrarlo attraverso hyperscaler o ambienti distribuiti o di “migrare via” dalla piattaforma. Molto spesso l’opzione migliore è combinare i tre approcci.
Quattro elementi per la modernizzazione
Per scegliere la strategia più adatta ad affrontare il percorso di modernizzazione del mainframe, le realtà del settore banking devono tenere in considerazione 4 elementi fondamentali:
1. Adottare un approccio ibrido
Il primo passo, di fondamentale importanza, è rispondere ad alcune domande chiave: dove investire? Dismettere o mantenere il mainframe, cosa crea più valore? Quali sono le applicazioni più adatte a rimanere sul mainframe? Quali le più adatte a essere eliminate dall’ambiente cloud? Come combinare i vantaggi dei diversi approcci per soddisfare le esigenze operative e di business?
L’adozione di un approccio ibrido alla modernizzazione del mainframe (determinando quindi quale sia la piattaforma giusta per ciascun workload) sblocca i vantaggi incrementali dell’integrazione del cloud, sfruttando al contempo la stabilità, l’affidabilità e la sicurezza del mainframe.
A differenza di una migrazione completa, un approccio ibrido garantisce la flessibilità necessaria per generare impatti di business immediati, riducendo al minimo rischi, interruzioni di servizio e spese non necessarie.
2. Sfruttare i dati esistenti
Il secondo aspetto fondamentale è l’esposizione sicura delle applicazioni e dei dati della banca attraverso le API.
Il valore di questa fase non deve essere sottovalutato, soprattutto se si considerano le diverse fonti di dati e tecnologie utilizzate nel mainframe nel corso degli anni.
Rendere disponibili i dati che risiedono sul mainframe per utilizzarli in modi nuovi e innovativi, dall’analisi approfondita al rilevamento delle frodi e all’AI, è un passo in avanti essenziale: in questo modo, è possibile migliorare i risultati di business e gli insight sui clienti, fornendo anche nuove capacità per sfruttare il machine learning, la reportistica avanzata e per creare applicazioni low code/no code.
Questo approccio offre anche l’ulteriore vantaggio di rendere il mainframe accessibile a una forza lavoro nuova e più giovane.
La possibilità di utilizzare linguaggi più moderni, come Java o Python attraverso l’integrazione delle API, consente di eseguire le applicazioni sia sul mainframe sia al di fuori di esso, assicurando che i nuovi assunti possano essere coinvolti direttamente nello spazio ADM (application, development and maintenance).
3. Investire nel team di sviluppo
Ci sono sempre meno sviluppatori che hanno familiarità e dimestichezza con linguaggi e tecnologie “mature” come COBOL, CICS o IMS.
Oggi, per esempio, i nuovi sviluppatori entrano nel mondo del lavoro con competenze su Java e Phyton.
Per questo, le banche devono considerare anche questa sfida nello sviluppo delle applicazioni: investire nelle competenze e nella forza lavoro è necessario per monitorare, gestire e costruire il nuovo ambiente ibrido.
Che si tratti di collaborare con i partner per colmare le lacune in merito alle competenze o di stabilire una roadmap per l’ingresso di nuovi soggetti, la modernizzazione del mainframe sarà sempre la strategia vincente sia per la forza lavoro che per la trasformazione digitale.
4. Abbracciare la trasformazione progressiva
L’ultimo passo da compiere, e probabilmente il più importante, prevede che il percorso di modernizzazione del mainframe si basi sulla trasformazione progressiva: si tratta di un processo di valutazione e rivalutazione costante per determinare se la strategia migliore per la banca sia con, senza mainframe o ibrida.
Per esempio, al fine di avere un flusso di lavoro più reattivo e incentrato sul cliente, la banca internazionale ABN AMRO sta collaborando con Kyndryl per modernizzare il mainframe e il modello operativo IT, così da abilitare public cloud, approccio Agile e DevOps, in accordo con la sua strategia di fornire servizi più personali ai clienti.
Le banche devono quindi adottare un approccio olistico alla modernizzazione dei mainframe, definendo una roadmap chiara che includa tutti i passi necessari per il successo: adottare un approccio ibrido, sfruttare le applicazioni e i dati, investire nello sviluppo delle applicazioni stesse e nella forza lavoro e abbracciare la trasformazione progressiva.
La modernizzazione dei mainframe non è un cambiamento repentino, ma una ricerca di soluzioni orientate alle esigenze aziendali che forniscano valore oggi, ma soprattutto in futuro.