Le applicazioni mainframe sono fondamentali o almeno importanti per l’operatività aziendale. Lo afferma il 96% dei decisori IT coinvolti in una recente indagine globale di Vanson Bourne.
La pressione competitiva, però, si sta facendo sempre più forte e le organizzazioni devono modernizzare i loro asset, al punto che il 98% (l’indagine include aziende di ogni settore) si dichiara disposto a prendere in considerazione la migrazione completa delle risorse applicative da Big Iron (il nomignolo del mainframe nel mondo IT, NdR).
L’obiettivo delle aziende sembra essere la riduzione delle barriere tra quelle piattaforme che risiedono su piattaforme legacy e quelle che invece sono nel cloud o su sistemi aperti. Il 71% delle aziende, infatti, ha in corso o ha concluso un processo di ammodernamento.
Il perché è presto detto: l’87% delle aziende pensa che le modifiche applicative più rapide possono migliorare anche il time to market dei prodotti. Ma il 90% ritiene difficile modificare le applicazioni mainframe per rispondere agli obiettivi di innovazione.
Il mainframe frena l’innovazione?
Il risultato è che il mainframe viene a volte visto come un ostacolo. La pensa così il 67% degli intervistati, con un 58% che si spinge a dire che “la propria azienda potrebbe perdere il proprio vantaggio competitivo a causa dell’incapacità dell’IT di stare al passo delle richieste del business”.
Tre le principali ragioni per abbandonare il mainframe: il 52% punta sulla migliore capacità di sfruttare il cloud, il 44% sull’aumento della velocità di sviluppo e test delle applicazioni, mentre il 33% vuole libertà di scelta sul platform vendor da utilizzare.
C’è un problema di competenze
Altro tema storico è quello delle competenze legate al mainframe, soprattutto di fronte ai pensionamenti di figure storiche dell’IT aziendale. Un problema che molte banche hanno affrontato sviluppando partnership ad hoc con alcune università.
Comunque, a livello mondiale l’88% dei leader IT si è detto preoccupato per il divario di competenze tra i più giovani e i più esperti. Si guarda con favore alla possibilità di inserire le applicazioni scritte in linguaggi legacy all’interno di un ambiente di sviluppo moderno, affinché la nuova generazione di sviluppatori possa imparare a gestirle.
La stessa percentuale, l’88%, concorda sull’importanza dei propri specialisti mainframe e il 97% vorrebbe formare la propria forza lavoro per gestire e mantenere le applicazioni mainframe in ambienti cloud e sistemi open.
Nel 56% delle aziende manca un piano di successione per trasmettere ai più giovani le conoscenze necessarie a mantenere le architetture mainframe legacy.
L’alternativa è il cloud
Cresce lo spostamento dei workload mainframe verso il cloud: l’82% degli intervistati dichiara che utilizzerebbe modelli di implementazione del cloud pubblico e/o ibrido, se dovessere spostare le applicazioni fuori dal mainframe
Nota metodologica sulla ricerca
La società di ricerche di mercato indipendente Vanson Bourne ha intervistato 650 IT decision maker di organizzazioni nel Regno Unito, USA, Canada, Francia, DACH, Italia, Spagna e Paesi Nordici in settori verticali come servizi finanziari, telecomunicazioni, IT, governo e settore pubblico. Sono state coinvolte organizzazioni del settore privato e pubblico con almeno 250 dipendenti, le interviste sono state condotte nel settembre 2021.