Intesa (Kyndryl) integra il riconoscimento via carta d’identità elettronica

Intesa service provider CIE

Intesa, azienda del Gruppo Kyndryl, allarga ulteriormente la sua offerta in ambito identità digitale.

A pochi mesi dall'accreditamento come service provider per SPID, l’azienda ha ottenuto un’altra importante autorizzazione da parte dell’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID): il consenso a integrare il riconoscimento mediante Carta d’Identità Elettronica (CIE) all’interno dei propri servizi, in qualità di service provider accreditato, si legge in una nota.

Ad oggi - continua la nota - sono solo 4 i service provider privati CIE a fronte delle 27,5 milioni di CIE emesse.

Inoltre attualmente solo l’8,3% degli utenti, secondo i dati dell’Osservatorio Digital Identity del Politecnico di Milano, già utilizza abitualmente la CIE per l’accesso ai servizi online.

L’integrazione di CIE nelle soluzioni proprietarie consentirà infatti di semplificare ulteriormente, e per un pubblico ancora più ampio di utenti, l’identificazione finalizzata all’erogazione dei servizi Intesa.

Nuovi servizi

«Ci aspettiamo che la percentuale di utenti che utilizza abitualmente CIE aumenti sensibilmente nei prossimi mesi e anni», ha affermato Giuseppe Mariani, General Manager dell’azienda.

Secondo Matteo Panfilo, Chief Solution Officer di Intesa, l’autorizzazione «arriva in un momento di grande attenzione nei confronti della CIE, che ci aspettiamo potrà avere importanti evoluzioni nel prossimo futuro, dal punto di vista della user experience e delle modalità di autenticazione. Ulteriore aspetto da non sottovalutare nell’evoluzione di CIE è la sua integrazione con l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente. Questa caratteristica è un primo passo verso l’integrazione con banche dati nazionali sempre aggiornate, che potrebbe rendere ancor più agevoli i controlli di sicurezza in merito all’utilizzo del documento».

I benefici della CIE

Le potenzialità di CIE, con tutta probabilità, saranno ulteriormente valorizzate nel futuro prossimo.

CIE, infatti, è uno dei sistemi di identità digitale che l’Italia ha notificato all’UE e, data la robustezza del suo processo di riconoscimento e conseguente Level of Assurance, potrà dare accesso all’European Digital Identity Wallet, che permetterà a tutti i cittadini UE, entro il 2024, di poter spendere la propria identità digitale in modo interoperabile e internazionale.

 

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