IT-Wallet, Intesa aderisce alla sperimentazione come Verificatore di Attestati Elettronici

Intesa accreditata come Verificatore di Attestati Elettronici
Marco Broggio, Chief Solution Officer di Intesa

Intesa (Havant Group) è il primo provider privato ad aderire alla sperimentazione l’accreditamento nell’ecosistema IT-Wallet come Verificatore di Attestati Elettronici, conferito il 9 luglio 2026.

L’azienda è pronta ad avviare i primi PoC su casi d’uso reali, per sviluppare nuovi servizi per imprese e organizzazioni.

La partecipazione alla sperimentazione richiede di gestire, a tutti gli effetti, un'infrastruttura di fiducia: chiavi crittografiche, certificati con validità limitata, conformità continua ai profili tecnici del Trust Anchor.

È un impegno più vicino alla gestione di una Certification Authority che a un’integrazione applicativa, e per Intesa si appoggia sulla esperienza consolidata come Qualified Trust Service Provider e sulla partecipazione ai progetti europei sull’European Digital Identity Wallet, dal Consorzio Potential e all’attuale Consorzio WE BUILD.

IT-Wallet: i primi PoC sui casi d’uso

«Il 24 dicembre 2027 scatta l'obbligo previsto dall'art. 5f del Regolamento eIDAS2 di accettare il Wallet come strumento di identificazione e autenticazione forte. Riguarda i soggetti privati tenuti per legge alla strong customer authentication e gli operatori dei settori regolamentati: banche, istituti di pagamento, assicurazioni, telco, energia, trasporti, sanità e istruzione. Da qui a quella data restano meno di 16 mesi, che sono pochissimi per capire quali attributi sono effettivamente disponibili e con quale livello di garanzia, come cambierà il flusso utente, quali passaggi dei processi interni di verifica diventeranno superflui e quali andranno riscritti – ha dichiarato Simone Baldini, Head of Business Compliance di Intesa. La domanda utile oggi non è se accreditarsi, ma quando cominciare a provare».

Per le realtà che rientrano in questi settori, Intesa mette a disposizione la propria infrastruttura già attiva nella sperimentazione per avviare da subito proof of concept su casi d'uso reali: la verifica dell’età in un flusso di onboarding, il controllo della residenza, la validazione di un titolo. Un percorso che non comporta impegni regolamentari ma permette di capire in poche settimane come inserirsi all’interno di un ecosistema complesso che prevede diversi attori, ruoli e responsabilità.

«Il ruolo di Verificatore rappresenta per noi solo un punto di partenza – ha aggiunto Marco Broggio, Chief Solution Officer di Intesa. Stiamo lavorando su tre direttrici: agire come Relying Party Intermediary (soggetti aggregatori) per le organizzazioni che desiderano accedere alla federazione senza sviluppare un'infrastruttura propria; evolvere in Fornitore di Attestati Elettronici, sia qualificati che non, per fonti autentiche pubbliche e private; e supportare le aziende come partner tecnologico e consulenziale, dall'analisi di fattibilità all'esercizio operativo».

I nuovi provvedimenti sull’identità digitale

L’ecosistema IT-Wallet e l’architettura dell’identità digitale italiana hanno preso forma tra il 23 luglio e il 3 agosto 2026, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale di due provvedimenti chiave: il decreto 17 giugno 2026, che approva le Linee guida del Sistema IT-Wallet e disciplina le regole per la sperimentazione, e il decreto 19 marzo 2026, volto a ripartire i compiti operativi tra PagoPA e l'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS).

Questi decreti definiscono il perimetro dei ruoli di sistema; tuttavia, in attesa del regolamento AgID, l’accesso rimane governato dal canale tecnico verso il Trust Anchor gestito da IPZS, aperto a tutti i soggetti in possesso dei requisiti necessari.

 

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