Per rafforzare la protezione contro i furti di identità e le identità sintetiche, Intesa, società del Gruppo Havant, ha integrato la tecnologia di Trustfull all'interno della propria soluzione di digital onboarding Intesa ID.
L’obiettivo è innalzare l’efficacia delle analisi del rischio, per intercettare oltre l’85% delle tentate frodi, riducendo la percentuale di falsi positivi.
Come funziona
La soluzione è integrata nel processo di registrazione: i controlli vengono eseguiti in background, così da mantenere una esperienza di onboarding rapida e fluida.
Quando un nuovo cliente si registra a un servizio online, autenticandosi con la propria identità digitale come SPID o Carta d'Identità Elettronica (CIE), la soluzione entra in azione. Senza richiedere ulteriori passaggi, quali video-riconoscimenti o interazioni con un operatore (fino a maggio alternativi alle carte digitali e obbligatori per il secondo livello di sicurezza secondo la normativa europea eIDAS 2.0), analizza in tempo reale una serie di elementi associati all’utente, tra cui numero di telefono, indirizzo email e indirizzo IP.
Queste informazioni vengono confrontate con oltre 500 banche dati per determinare, in pochi istanti, il livello di affidabilità dell'identità presentata e attribuire un punteggio di rischio.
Verifica, ad esempio, se un indirizzo email è stato creato solo pochi giorni prima, se una linea telefonica è stata interessata da un recente cambio di SIM (SIM swap) oppure se la connessione avviene attraverso reti utilizzate per mascherare la reale posizione dell'utente.
Se non emergono anomalie, è possibile completare il processo di onboarding in pochi secondi, senza alcuna interruzione dell'esperienza.
«Con l'entrata in vigore del Regolamento eIDAS 2.0 cambia il paradigma dell'identificazione digitale a distanza – ha dichiarato Marco Broggio, Chief Solution di Intesa. L'autenticazione tramite SPID o Carta d'Identità Elettronica continua a rappresentare un elemento fondamentale del processo, ma nei contesti regolamentati è sempre più necessario affiancarle con strumenti in grado di verificare che l'identità non sia compromessa o utilizzata in modo fraudolento. La sfida per le organizzazioni è rafforzare i livelli di sicurezza senza introdurre complessità che rallentino l'onboarding. La collaborazione con Trustfull nasce proprio per rispondere a questa esigenza: integrare un ulteriore livello di analisi del rischio, basato sulla storia digitale dell'utente, che consente di coniugare conformità normativa, prevenzione delle frodi e semplicità del processo di identificazione».