Le banche italiane che adottano l'open banking usano principalmente i servizi informativi, per creare soluzioni per categorizzare le spese (PFM) della clientela e offrire una visione complessiva su tutti i conti (account aggregation).
Questo uno dei dati emersi dalla recente ricerca “The Global Open Finance Report” redatta da CBI e PwC. Lo studio analizza altresì lo stato di avanzamento dell'open finance anche a livello internazionale ed europeo.
I servizi più usati in Italia
Come sottolineato dal report, in Italia, l’offerta in ambito Open Banking è fortemente incentrata sui servizi informativi e continua a crescere l’adozione di Servizi a Valore Aggiunto (VAS): Account Aggregation (85%), Check IBAN (62%) e Personal Financial Management (62%) sono i tre servizi a più elevato tasso di utilizzo.
Per il futuro, invece, le banche dichiarano di voler puntare sui servizi di Digital ID & Onboarding (80%) e Check IBAN Cross Border (35%) per arricchire la propria offerta. La survey ha inoltre evidenziato come gli investimenti in servizi commerciali siano in costante crescita (+23% annuo) e abbiano raggiunto nel 2022 un valore medio per banca di quasi 1 milione di Euro.
Cosa accade a livello europeo?
In Europa l’ecosistema "Open" ha dimostrato di essere dinamico e attrattivo. Nel 2022 il numero di Third Party Provider registrati è notevolmente aumentato (535 – inclusa UK; +12% rispetto a marzo 2021) insieme al numero di iniziative messe in atto dalla Commissione Europea per potenziare i servizi e i modelli di business basati sulla condivisione dei dati, a partire dal settore dei pagamenti (es. Digital Finance Package, Open Finance Consultation, EU Data Act).
A livello europeo, l'offerta basata su API rimane fortemente incentrata sui servizi di AIS e PIS (55% del totale). In questo fertile contesto emergono casi di servizi innovativi basati su API in ambito Open Finance (es. Investimenti, Crediti e Assicurazioni), che rappresentano il 15% dell’offerta. Lo sviluppo di tali servizi è inoltre abilitato da nuovi deal e collaborazioni che attestano il forte dinamismo del mercato.
Si attende la regolamentazione sull’Open Finance della Commissione Europea
«In questi due anni abbiamo assistito a una vera e propria rivoluzione nel mercato dei pagamenti, con l’ingresso di nuovi player, l’avvento di innovazioni tecnologiche applicate al mondo finanziario, l’aumento della richiesta di servizi cashless. A ciò si aggiungono ulteriori spinte innovative nel contesto normativo, soprattutto a livello europeo, con le iniziative che puntano a una revisione della Direttiva PSD2, a una regolamentazione del quadro Open Finance e a un rafforzamento degli Instant Payments», sottolinea Liliana Fratini Passi, Direttore Generale CBI.
«In Europa osserviamo lo sviluppo di servizi API Premium e di iniziative come lo SPAA Scheme che contribuiranno allo sviluppo del mercato di riferimento e favoriranno nuove iniziative collaborative. A livello regolamentare, dovremo attendere la pubblicazione della regolamentazione sull'Open Finance prevista nel Q2 2023 per conoscere i nuovi indirizzi della Commissione Europea», evidenzia Paolo Gusmerini, Director di PwC Italia.