L'euro digitale supera il voto del Parlamento UE

L'euro digitale supera il voto del Parlamento UE

Il Parlamento europeo ha approvato in prima lettura il nuovo regolamento per l'istituzione dell'euro digitale.

Con 416 voti favorevoli, la misura compie un passo decisivo nel percorso di digitalizzazione della moneta unica, aprendo la strada ai negoziati interistituzionali per definire il quadro normativo definitivo entro la fine del 2026.

Un'alternativa pubblica ai giganti dei pagamenti

L'introduzione dell'euro digitale punta a rafforzare l'autonomia strategica e la capacità innovativa dell'Europa nel settore dei pagamenti. Attualmente, la stragrande maggioranza delle transazioni digitali nell'eurozona si appoggia su circuiti di pagamento privati, in gran parte controllati da grandi società statunitensi.

Con la nuova valuta emessa dalla banca centrale, i consumatori disporranno di un'opzione di pagamento pubblica, sicura e priva di commissioni. Questo strumento non sostituirà il denaro contante, che gli Stati membri saranno comunque obbligati a garantire e mantenere accessibile, ma si affiancherà ad esso come uno strumento complementare per l'era digitale.

Il dibattito politico e la tutela del sistema bancario

Nonostante l'ampio consenso ottenuto a Strasburgo, il progetto ha registrato accesi dibattiti politici. Le forze di sinistra e di centrodestra hanno sostenuto la misura, mentre i partiti della destra populista si sono opposti, sollevando preoccupazioni circa la tracciabilità dei pagamenti e la potenziale concorrenza per gli istituti di credito tradizionali.

Per mitigare questi rischi e proteggere la stabilità del sistema finanziario, il regolamento prevede precise tutele per il settore bancario:

Misura di tutela

Descrizione e funzionamento

Limite di detenzione

Verrà imposto un tetto massimo alla quantità di euro digitali che ciascun cittadino potrà detenere nel proprio wallet, evitando il deflusso di depositi dalle banche commerciali.

Ruolo dei PSP

Le banche e i prestatori di servizi di pagamento (PSP) manterranno un ruolo centrale, occupandosi della distribuzione della moneta e della gestione operativa dei conti.

Modello offline

La modalità offline consentirà transazioni dirette da persona a persona, garantendo un livello di privacy analogo a quello del contante tradizionale.

Prossimi passi verso il 2029

Con il via libera del Parlamento si apre ufficialmente la fase del Trilogo, il negoziato a tre che coinvolgerà anche il Consiglio dell'Unione europea e la Commissione europea. L'obiettivo delle istituzioni è chiudere l'accordo legislativo entro il 2026, mentre la fase di sperimentazione tecnica condotta dall'Eurosistema, con la partecipazione attiva della Banca d'Italia e della BCE, procederà in parallelo. L'effettivo debutto in circolazione dell'euro digitale nei portafogli dei cittadini è stimato a partire dal 2029.

I commenti

«La decisione odierna del Parlamento europeo segna una pietra miliare - commenta Ralf Wintergerst, amministratore delegato del gruppo Giesecke+Devrient (G+D). L’Europa sta creando uno strumento di pagamento digitale pubblico basato sulla moneta della banca centrale – uno strumento che integra il contante e opera indipendentemente dalle piattaforme private. Questo non va dato per scontato. Chiunque utilizzi oggi i pagamenti digitali fa affidamento in gran parte su infrastrutture fornite al di fuori dell’Europa. L’euro digitale cambia questa situazione. Esso costituisce un’alternativa affidabile che coniuga protezione dei dati, resilienza e inclusione finanziaria. Ne traggono vantaggio i cittadini, così come le banche, i fornitori di servizi di pagamento, gli esercenti e le imprese, e garantisce la certezza di pianificazione necessaria per sviluppare nuovi casi d’uso digitali per l’euro digitale. Giesecke+Devrient è stata strettamente coinvolta nella storia dell’euro sin dalla sua introduzione. In qualità di appaltatore della Banca centrale europea, siamo orgogliosi di contribuire al prossimo capitolo dell’euro come suo partner tecnologico ufficiale, rendendo possibile la funzionalità offline e promuovendo la progettazione inclusiva della valuta digitale».

 

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