L’Euro Digitale avanza su due binari: normativa e aspetti tecnici

L’Euro Digitale: normativa e aspetti tecnici

Il progetto dell’Euro Digitale avanza su due binari paralleli. Uno di natura regolatoria, che vede proprio il 2026 come anno determinante, e l’altro tecnico-operativo, per una integrazione fluida e un’esperienza utente omogenea. Per arrivare a una potenziale emissione ufficiale nel 2029.

Nel frattempo, nascono nuove domande, sulla struttura dei costi e sugli investimenti necessari, in particolare tra le banche. Che dovranno puntare tutto su user experience e servizi a valore aggiunto per restare competitive in un campo da gioco più esteso. Ma che di fronte all’incertezza su tempi e modi dell’Euro Digitale rischiano, infine, di restare in stallo.

Il Single Currency Package

Il primo binario su cui si muove la riuscita dell’Euro Digitale, di natura regolatoria, riguarda il “Single Currency Package” e definisce il quadro giuridico in cui si muoverà l’Euro Digitale.

«Questo passaggio è indispensabile per garantire un equilibrio tra la protezione della privacy, contrasto alle attività illecite e – racconta Valeria Portale, Direttrice dell’Osservatorio Blockchain & Web3 del Politecnico di Milano – mantenimento della stabilità finanziaria, offrendo al contempo il necessario mandato democratico alla BCE per procedere all’emissione».

 

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di gennaio/febbraio 2026 di AziendaBanca. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop.

 

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Gennaio/Febbraio 2026

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