Onboarding, partenza, via! È con queste tre parole che l’Osservatorio Digital Identity & Wallet del Politecnico di Milano fotografa lo stato dell’arte dell’EUDI Wallet, il portafoglio europeo di identità digitale, nel nostro paese.
I cittadini, consumatori, sono già a bordo grazie a soluzioni come SPID e CIE che hanno permesso di prendere la mano con i servizi abilitati dall’identità digitale, mettendo le basi per la partenza.
Il via è previsto il 24 dicembre 2026, quando appunto l’EUDI Wallet dovrà essere reso disponibile ogni Stato membro dell’Unione Europea. Ma per tagliare il traguardo, sottolineano dall’Osservatorio del Politecnico di Milano, serve un’accelerazione a livello europeo, anche perché lo schema definitivo di certificazione arriverà a ridosso delle scadenze previste da eIDAS 2. Lasciando agli Stati membri tempi piuttosto stretti per procedere alla certificazione delle soluzioni nazionali.
Pronti alla scadenza?
Il ritardo trapela dai numeri: a oggi 9 Paesi, tra cui l’Italia, hanno già richiesto l’approvazione del proprio schema di certificazione, ma nessun wallet nazionale dispone ancora di tutte le funzionalità richieste.
Proseguono le sperimentazioni a livello nazionale e nei consorzi europei (Large Scale Pilot) che coinvolgono 257 casi d’uso. E l’Italia, con 12 casi d’uso testati, è tra i Paesi che ne contano il maggior numero.
L’IT-Wallet: la soluzione pubblica italiana
Nel nostro paese intanto prosegue lo sviluppo del Sistema IT-Wallet, che consentirà ai cittadini italiani di conservare documenti digitali con pieno valore legale direttamente sul proprio smartphone.
La soluzione pubblica si sta costruendo a partire dall’app IO, dove sono già 12,7 milioni gli utenti che hanno attivato la funzionalità “Documenti su IO”, per un totale di 21,8 milioni di documenti memorizzati tra patenti di guida, tessere sanitarie e carte europee della disabilità.
L’identità digitale su SPID e CIE
In attesa della piena operatività del nuovo sistema, SPID e CieID restano le colonne portanti dell’identità digitale italiana. A settembre 2026 le identità SPID rilasciate erano 43,4 milioni (di cui 32 milioni risultavano attive), mentre gli accessi registrati da inizio anno si attestavano a 873,6 milioni, il 10% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025.
Una lieve flessione che potrebbe essere parzialmente spiegata dal cambiamento nel modello di offerta: da gennaio 2026 alcuni Identity Provider hanno introdotto un canone a carico dell’utente, che potrebbe aver frenato l’utilizzo del sistema.
Nel frattempo, crescono sia CIE sia la sua versione digitale CieID. Le carte emesse e in corso di validità erano 57,4 milioni a settembre 2026, contro i 48,4 milioni di dodici mesi prima (+19%). Una spinta alla diffusione è venuta dall’invalidità del documento cartaceo per l’espatrio, che ha indotto parte dei possessori a sostituirlo con la CIE.
Ma un salto rilevante riguarda anche l’utilizzo online. A fine settembre 2026 si registravano 14,7 milioni di utenti attivi negli ultimi dodici mesi e 265,8 milioni di accessi “Entra con CIE”, circa 7-8 milioni di accessi mensili in più rispetto allo stesso periodo del 2025.
Le aspettative degli utenti
Resta da capire in che modo il quadro normativo riuscirà a rispondere alle aspettative degli utenti e a tradursi in una soluzione realmente in linea con le loro esigenze. Finora le sperimentazioni nei progetti pilota europei si sono concentrate soprattutto su processi di identificazione cruciali per le aziende, come quelli di Know Your Customer, che però rappresentano interazioni occasionali per gli utenti.
Le abitudini degli utenti italiani, infatti, si sono plasmate attorno ai wallet offerti dalle Big Tech: il 60% vi conserva già delle credenziali (+10 punti percentuali rispetto al 2025), soprattutto carte di pagamento, carte d’imbarco e biglietti. In virtù di questa familiarità, due possessori su tre vorrebbero aggiungervi anche i documenti d’identità, pur preferendo per questi un fornitore pubblico (54% degli utenti).
Le aspettative degli italiani sui servizi accessibili sono altrettanto definite, orientate a occasioni di uso frequente più che a procedure una tantum.
I casi d’uso in cui gli utenti vorrebbero usare in via prioritaria l’EUDI Wallet sono infatti l’accesso ai servizi sanitari (34%), l’imbarco in aeroporto (30%) e il check-in in hotel (23%). Solo il 5% indica l’apertura di un conto corrente.
«Se il 2025 è stato l’anno della messa a punto della regolamentazione sull’EUDI Wallet, il 2026 è stato quello della progressiva attuazione e ora le scadenze ravvicinate stanno spingendo i Governi e il mercato ad accelerare i lavori – commenta Giorgia Dragoni, Direttrice dell’Osservatorio Digital Identity & Wallet. Sul fronte nazionale, oggi l’IT-Wallet ha un quadro normativo di riferimento che definisce i ruoli dell’ecosistema, regola la transizione da SPID e CIE e apre la sperimentazione a soggetti pubblici e privati. Nel frattempo, gli utenti italiani hanno preso confidenza con “Documenti su IO”, in vista della convergenza della funzionalità verso un EUDI Wallet vero e proprio».
«A fine 2026, il Sistema IT-Wallet è ai blocchi di partenza, ma rendere disponibile una soluzione non basta – aggiunge Valeria Portale, Direttrice dell’Osservatorio Digital Identity & Wallet. Ora restano da comporre tasselli importanti, tra cui la certificazione secondo lo schema normativo, l’ampliamento delle credenziali e soprattutto lo sviluppo di casi d’uso capaci di trasformare l’infrastruttura in valore reale per gli utenti. Il 2027, infatti, sarà l’anno in cui nella maggior parte dei Paesi europei il wallet arriverà davvero nelle mani dei cittadini e capiremo se l’ecosistema di servizi sarà pronto a renderlo parte della quotidianità. Il percorso compiuto dà segnali incoraggianti: in Europa abbiamo affrontato la sfida con uno spirito sempre più collaborativo, dalla partecipazione ai progetti pilota di sperimentazione alla condivisione delle esperienze tra Paesi. È lo stesso spirito con cui, nei prossimi mesi, occorrerà estendere la collaborazione a tutti gli attori del mercato».
«Il processo di convergenza della soluzione italiana verso l’EUDI Wallet e l’avvio del Sistema IT-Wallet poggiano su una base solida, ma il percorso di completamento è ancora in corso – dice Luca Gastaldi, Direttore dell’Osservatorio Digital Identity & Wallet. Restano da affrontare importanti tasselli normativi e tecnici. In attesa dello schema di convenzione AgID per l’accreditamento delle soluzioni private, sono in arrivo alcuni aggiornamenti. A ottobre, per esempio, è stata disciplinata la partecipazione di attori pubblici e privati alle sperimentazioni del Sistema IT-Wallet, con la pubblicazione del relativo Regolamento. La chiave per trasformare questa infrastruttura in valore reale per gli utenti risiede nell’ampliamento delle credenziali e nello sviluppo di concreti casi d’uso».