Intelligenza artificiale, automazione e cloud computing sono tre elementi capaci di dare una svolta decisiva all’evoluzione del settore dei pagamenti.
«L’intelligenza artificiale promette di fornire un supporto all’automazione di attività complesse, inserite in sistemi in cui componenti e variabili sono talmente interconnesse e difficili da interpretare da rendere ardua la previsione del comportamento dell’intero sistema – racconta Stefano Trinci, Head of Core Business di Enterprise. Si tratta di ambiti che, fino a oggi, non siamo riusciti ad automatizzare con le tecnologie tradizionali. Ma perché la promessa del binomio AI-automazione possa concretizzarsi, è necessario completare il “trilogo”, affiancando il cloud agli altri due elementi».
Cloud e automazione
Il cloud è un’infrastruttura tecnologica che affida a un provider la gestione di hardware e software di base, liberando l’azienda da attività come la manutenzione dei sistemi, gli aggiornamenti di sicurezza, il patching delle vulnerabilità e il backup dei dati.
Rispetto a un’infrastruttura locale, offre un vantaggio fondamentale: la possibilità di aumentare o ridurre rapidamente capacità di calcolo e spazio di archiviazione in base alle esigenze, senza dover pianificare in anticipo ogni necessità.
«L’automazione, invece, non è una tecnologia, ma il modo in cui la tecnologia viene utilizzata per eseguire in autonomia attività semplici e ripetitive oppure compiti più complicati, con un diverso grado di supervisione umana – spiega Trinci. È un concetto presente da tempo nei sistemi informatici, indipendentemente dalle tecnologie adottate, anche se il livello di efficacia raggiungibile dipende inevitabilmente dagli strumenti disponibili in ogni fase della loro evoluzione».
L’efficacia del controllo umano per l’efficienza dell’AI
L’AI è la frontiera tecnologica più recente e quella che avanza più rapidamente. Essendo basata su modelli statistici e non deterministici, introduce un livello di incertezza che non ha precedenti nelle grandi rivoluzioni tecnologiche degli ultimi decenni.
«In termini essenziali, è un generatore probabilistico di contenuti coerenti: la qualità dei risultati dipende quindi dalla qualità dei dati utilizzati e dalla chiarezza dei prompt forniti – prosegue Trinci. Per questo, l’efficienza che l’AI può apportare ai processi bancari, e in particolare ai sistemi di pagamento, è direttamente proporzionale all’efficacia della supervisione umana nelle diverse fasi di adozione e utilizzo».
Il percorso di adozione dell’intelligenza artificiale
Per questo motivo, l’azienda ha disegnato un percorso di adozione dell’AI originato dall’identificazione dei rischi, ancor prima delle opportunità, che la ha condotta alla formulazione di policy, di principio e di attuazione, estremamente dettagliate e rigide, definite attraverso tavoli di confronto interdisciplinari e multifunzionali.
«Ovviamente, abbiamo tenuto in massima considerazione la sensibilità e la percezione sul tema dei nostri Clienti, tutti intervistati attraverso una dettagliata survey, i cui risultati ci hanno permesso d’inquadrare ancora meglio le nostre iniziative AI», conclude Trinci.
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Questo articolo è stato pubblicato sul numero di giugno 2026 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop.