Tutti parlano con l’AI. «In BNY parliamo con Eliza, la nostra piattaforma aziendale che raccoglie tutti gli strumenti basati sull’AI. L’infrastruttura prende il nome da Eliza Hamilton, storica filantropa statunitense e moglie di Alexander Hamilton, uno dei Padri Fondatori degli Stati Uniti – racconta Jennifer Barker, Global Head of Treasury Services and Depositary Receipts di BNY e membro del Comitato esecutivo di BNY.
I dipendenti si rivolgono a Eliza principalmente per richieste semplici e per semplificare l’operatività quotidiana. Ma, man mano che sempre più dipendenti completano la formazione sull’intelligenza artificiale generativa (il 94% è ora formato), Eliza viene utilizzata per rendere i processi più efficienti, portando velocità, innovazione e sicurezza nel mondo dei pagamenti, in particolare nei settori della tesoreria e del trade finance. Abbiamo un team dedicato, chiamato AI Hub, composto da risorse IT e business, che ha creato 60 soluzioni basate sull’intelligenza artificiale, coprendo un’ampia gamma di casi d’uso».
Un team misto, composto da IT e business
Il team che sta addestrando gli agenti è composto da professionisti della tecnologia, che apportano uno sguardo strategico all’innovazione dei processi.
«Dal punto di vista tecnico e ingegneristico è necessario avere risorse con competenze tecnologiche evolute, ma il nostro obiettivo è integrare l’intelligenza artificiale all’interno delle operations per portare innovazione, sicurezza e velocità nei pagamenti – sottolinea Barker. Abbiamo già live un AI Agent che ci aiuta a gestire l’alto volume di transazioni giornaliere che passano da BNY. Il suo compito è scovare le mancanze e le irregolarità, lungo l’intera catena del processo di pagamento, per trovare rapidamente una soluzione in modo automatizzato e limitare, così, l’intervento manuale».
Gli AI Agent di BNY
Già tra gli use case interni, questo agente riconosce quali informazioni mancano nella gestione di un pagamento quando viene inviato da un cliente: banalmente, anche un codice di avviamento postale, e utilizzando tutti gli strumenti a disposizione, come ad esempio Google Maps in questo specifico caso, riesce a scovare l’informazione mancante e a recuperare ciò che occorre per procedere con la transazione.
«Questa operazione, se condotta manualmente, occuperebbe almeno 20 minuti, tra controllo dei documenti e ricerca delle informazioni omesse, senza contare il passaggio al controllo di secondo livello per autorizzare infine il pagamento – prosegue Barker. I dipendenti stanno sfruttando le capacità di Eliza in ambito AI lungo l’intero processo di pagamento oltre a documentarlo quasi in tempo reale: un lavoro enorme, tenendo conto che ogni giorno vengono gestite circa 100mila transazioni».
Gestire i documenti narrativi
Eliza è utilizzata anche nel trade finance, dove c’è ampio margine per l’automazione, dato che le banche si basano ancora su processi estremamente manuali e su infrastrutture antiquate.
«La difficoltà è nella gestione di una vasta gamma di documenti narrativi – spiega Barker. Tuttavia, oggi i nostri team sono in grado di sfruttare l’AI per estrapolare tutte le informazioni presenti e raccogliere le istruzioni per trasformarle poi in comandi Swift, processando i pagamenti trade finance in modo rapido, efficiente e sicuro».
Questo articolo è stato pubblicato sul numero di luglio/agosto 2025 di AziendaBanca. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop.
