Crescita patrimoniale, protezione e benessere dei clienti sono i tre temi chiave su cui si sviluppa la strategia di DXC Technology per l’Asset e Wealth Management, dove è inserita l’offerta Xchanging, per il collocamento digitale dei prodotti dedicati alla clientela wealth.
«Le esigenze del settore stanno evolvendo rapidamente, guidate da quattro forze principali: la transizione demografica e patrimoniale, la pressione normativa, la personalizzazione del servizio e, soprattutto, l’accelerazione tecnologica – racconta Cesare Brambilla, Responsabile Business Xchanging, gruppo DXC Technology.
I temi sono strettamente legati tra di loro: infatti, la transizione demografica riguarda sia la longevità sia il passaggio generazionale dei patrimoni verso una clientela sempre più digitalizzata, alla quale destinare servizi personalizzati grazie all’utilizzo dei dati e alle tecnologie AI based. Questo in un contesto normativo e di cybersecurity sempre più stringente».
Una soluzione in SaaS per il WM
Basata interamente a Milano e con un centinaio di clienti, tra banche private, Sgr, Sim, fiduciarie e banche commerciali che puntano alla clientela affluent, Xchanging ha creato un software proprietario in grado di gestire front-end, back-end e anche middle office in ottica B2B, con l’obiettivo di efficientare e automatizzare le attività di asset management e la quotidianità operativa del banker.
«La nostra soluzione è disponibile anche on-premise, ma per il 90% dei nostri clienti è stata l’occasione per superare i limiti dei sistemi legacy, passando a una modalità in SaaS, tramite call API – precisa Brambilla. La suite supporta concretamente il banker nel momento della proposta di investimento davanti al cliente, automatizzando tutti i passaggi che compongono l’intero processo di investimento: dal deposito del denaro sul conto titoli alle operazioni sui mercati, passando per riscontri, rettifiche, riconciliazioni, settlement, fino alle segnalazioni di vigilanza alle autorità competenti e alla rendicontazione periodica, che consente al cliente wealth di monitorare in modo trasparente l’andamento del proprio portafoglio».
Persone e tecnologia per la trasformazione dei processi
Dietro questa macchina operativa è presente un team di oltre 220 professionisti, di cui un centinaio dedicati alle attività di Business Process Outsourcing (BPO), con competenze specializzate in ambito funzionale, normativo, tecnico e tecnologico.
«Inoltre, grazie alla stretta collaborazione con la Capogruppo, riusciamo a ottenere la scalabilità e le competenze necessarie per abilitare i processi di trasformazione dei nostri clienti – aggiunge Brambilla. In modo strategico, investiamo anche nella intelligenza artificiale e nella GenAI, per rendere efficienti i processi e accelerare il timo-to-market dell’offerta: abbiamo introdotto la nostra AI, MA-X, che rappresenta un abilitatore non solo per l’IT, ma anche per il business e il cliente finale».
L’AI per il banker e nel BPO
L’intelligenza artificiale trova spazio sia nel front-end a disposizione del banker, sia nell’area di middle office e back office.
Nella relazione con il consulente, la GenAI risponde a domande poste in linguaggio naturale, contribuendo a preparare l’incontro con il cliente finale grazie alla capacità di raccogliere dati e generare report corredati da uno storytelling coerente, che arricchisce la relazione tra banker e cliente con informazioni di contesto e insight aggiuntivi.
«In ambito BPO, invece – continua Brambilla –, l’intelligenza artificiale lavora in sinergia con la Robotic Process Automation, semplificando e accelerando la gestione end-to-end, con un maggiore presidio sui rischi».
Gli ostacoli legati a legacy, cultura e normativa
Persistono, tuttavia, alcuni ostacoli che rallentano la piena evoluzione del settore del Private e Wealth Management: non si tratta di barriere puramente economiche, «ma di fattori legati soprattutto alla presenza di tecnologia legacy, che limita la interoperabilità tra i diversi sistemi, alla resistenza culturale e alla gestione normativa – precisa Brambilla.
La nostra architettura API è pensata proprio per superare questi vincoli, ma nel comparto esiste ancora una certa cautela nell’utilizzo della tecnologia, soprattutto nel confronto con il mondo consumer. In questa direzione si inserisce la nuova user experience progettata in ProCUBE, l’offerta di DXC per l’asset e wealth management, che, unita alla verticalità della proposta Xchanging in ineXt, mira a semplificare l’accesso ai dati in modo sicuro, integrando l’AI per offrire uno strumento intuitivo, capace di fornire informazioni chiare, facilmente integrabili e accurate. Questo ci permette di andare oltre l’offerta B2B a banche, Sgr, Sim e fiduciarie, per raggiungere direttamente la clientela finale. Infine, la nostra esperienza in ambito normativo ci permette di mettere a fattore comune gli sviluppi necessari per minimizzare l’impatto sui costi operativi».
L’evolution strategy: dalla nuova UX alla diffusione dell’AI
Xchanging, che oggi vanta una quota di mercato rilevante nell’erogazione di prodotti e servizi di WM alle istituzioni finanziarie, sia italiane sia estere, prosegue nel suo percorso di innovazione attraverso la nuova Evolution Strategy, che si fonda su tre elementi centrali: la definizione di una nuova esperienza utente, l’integrazione dell’intelligenza artificiale nel middle, back e front office e, infine, la realizzazione di una nuova architettura API.
«Inoltre – conclude Brambilla – stiamo disegnando, insieme a primarie istituzioni finanziarie, una nuova offerta che ci permetterà di consolidare ulteriormente il nostro posizionamento sul mercato».
Questo articolo è stato pubblicato sul numero di gennaio/febbraio 2026 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop.
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