Dedapulse 2026: AI, la vera sfida è governare il cambiamento

Dedapulse 2026: AI, la vera sfida è governare il cambiamento
Gianni Spada, consigliere di amministrazione Gruppo Deda e CEO di Deda Bit

Governare il cambiamento portato dall’AI al centro di Dedapulse 2026.

Dalla gestione e valorizzazione dei dati al ridisegno dei processi aziendali, fino alle sfide che corporate, banche e assicurazioni affrontano nell’adozione dell’intelligenza artificiale.

Sono stati questi alcuni dei temi al centro del confronto nel corso della sessione Enterprises & Financial Services di Dedapulse 2026, l’evento di Dedagroup che anche in questa edizione, “Shape Your Future. Stay Human”, ha riunito oltre 800 imprenditori, manager, innovatori e analisti per discutere i nuovi equilibri tra intelligenza artificiale, trasformazione digitale e valore umano e il loro impatto concreto su imprese, istituzioni e territori.

Governare il cambiamento

Il dibattito ha messo in evidenza come la vera sfida per le banche, assicurazioni e aziende large corporate non sia più soltanto introdurre nuove tecnologie, ma governare un cambiamento che coinvolge modelli organizzativi, competenze e processi decisionali.

In questo scenario l’intelligenza artificiale diventa uno strumento capace di amplificare la capacità delle organizzazioni di interpretare i dati, anticipare scenari e consentire alle organizzazioni di prendere decisioni più consapevoli – in contesti sempre più complessi anche dal punto di vista della sicurezza, della governance e della compliance – mantenendo al centro l’equilibrio tra tecnologia e competenze umane, condizione necessaria per integrare l’AI in modo responsabile nei processi core.

«Il vero passaggio che le organizzazioni stanno affrontando non è solo tecnologico, ma anche culturale – ha commentato Gianni Spada, consigliere di amministrazione Gruppo Deda e CEO di Deda Bit. L’intelligenza artificiale non introduce soltanto nuovi strumenti: cambia il modo in cui le imprese organizzano il lavoro, governano le informazioni e sviluppano le competenze. Per banche, assicurazioni e grandi aziende la sfida è far evolvere l’AI da sperimentazione a componente strutturale dei processi decisionali e operativi. Questo richiede non solo piattaforme e dati affidabili, ma anche modelli di governance chiari e la capacità di accompagnare le persone in questa trasformazione. È in questo equilibrio tra tecnologia, competenze e responsabilità che l’AI può diventare un vero fattore di competitività per le organizzazioni».

Education al centro

Emerge poi con forza la necessità di accompagnare la transizione delle organizzazioni verso modelli AI-driven attraverso percorsi di education strutturati, come evidenziato dal professor Vanni Resta, docente ed europrogettista presso l’Università Uninettuno e Sapienza di Roma.

«La capacità competitiva di un’azienda non dipende solo dall’avere l’AI più evoluta, ma anche dal saper costruire contesti organizzativi e competenze in grado di dialogare con essa in modo efficace e responsabile – ha sottolineato Resta. L’AI non è un sostituto del giudizio: accelera, amplia e suggerisce, ma siamo noi a doverle dare direzione, vincoli e significato. Se la inseriamo in un percorso di apprendimento continuo - che rafforza competenze, migliora la qualità del lavoro e rende più accessibile la conoscenza - allora può generare valore reale. Perché l’AI amplifica ciò che trova: se trova competenza, responsabilità e visione, amplifica valore; se trova superficialità, amplifica errori. Il compito delle organizzazioni e nostro come sistema formativo è assicurarci che trovi il meglio».

Questa prospettiva trova un riscontro concreto anche nelle evidenze di mercato: secondo Forrester, infatti, le organizzazioni che adottano in modo efficace l’intelligenza artificiale mostrano una maggiore capacità di innovare, riducendo i tempi di progettazione, sperimentazione e lancio di nuovi prodotti e servizi.

In questo scenario, la customer experience diventa sempre più centrale, soprattutto nel settore finanziario, con una crescente diffusione di assistenti digitali e soluzioni AI in grado di supportare o automatizzare operazioni e decisioni, ridefinendo profondamente le aspettative del mercato e i modelli di interazione tra utenti e servizi.

Governance, sicurezza e compliance

Analogamente, le tematiche di governance, sicurezza e compliance assumono un ruolo sempre più centrale, evidenziando la necessità di accompagnare l’adozione dell’intelligenza artificiale con modelli di gestione responsabili e strutturati.

In questo contesto si inserisce il contributo di Michela Bruno, Responsabile Compliance e DPO di Nexi payments, che ha commentato: «Nel contesto attuale la sfida principale per la Compliance è governare un mosaico normativo sempre più interconnesso e in continua evoluzione. L’intelligenza artificiale, che non sostituisce la Compliance ma al contrario la potenzia, è un alleato fondamentale per supportare l’analisi di impatto, rendere più efficaci i controlli e individuare segnali di rischio anche non evidenti. Oggi la sfida non è scegliere tra tecnologia e competenza umana, ma integrarle in un modello più maturo e resiliente».

Tra i temi emersi nella sessione dedicata a Enterprises & Financial Services anche la capacità delle organizzazioni di governare l’incertezza e l’ingresso dell’AI nei sistemi aziendali tra regulatory, compliance e cybersecurity.

Hanno contribuito al confronto: Banca Popolare del Lazio, Diasorin, Hera Comm, Transcrime dell’Università Cattolica, Net Insurance, UniCredit Life Insurance, Nexi Payments, Conserve Italia, insieme a Deda Bit, Deda Ai, Deda Tech e Deda Digital.

I partner

Dedapulse 2026 è stato realizzato grazie al supporto di: Aruba, Istella, PwC Italia, Microsoft, Accenture, Apparound, Lectra, Mastercard, SAS, XY Retail, Deep, Fashion Forge Lab, GUS, MCG, RTT Srl, Sowre, SYSDAT.IT, Google Cloud e Deda Tech.

 

La Rivista

Marzo 2026

IL RITORNO DELLA FILIALE

Perché il presidio territoriale è di nuovo una priorità

Tutti gli altri numeri