L’AI agentica riscrive in chiave moderna il legacy

L’AI agentica riscrive in chiave moderna il legacy
Roberto Zortea, Operations Manager di Deda Bit, azienda del gruppo Dedagroup

Agenti AI per modernizzare i sistemi legacy. Integrare l’intelligenza artificiale agentica con le infrastrutture legacy rappresenta una sfida cruciale nel settore finanziario, bancario e assicurativo, dove sistemi mission-critical gestiscono quotidianamente miliardi di transazioni sensibili.

«I dati più strategici sono spesso intrappolati in sistemi legacy e silos isolati, che è indispensabile far evolvere, e questo compito è reso ancora più complesso da vincoli di sicurezza e qualità e normative stringenti – racconta Roberto Zortea, Operations Manager di Deda Bit, azienda del gruppo Dedagroup. Tuttavia, la modernizzazione dei sistemi legacy è un’opportunità decisiva per affrontare il tech debt, che assorbe circa il 40% dei budget IT e aumenta i costi di progetto del 10-20% (dati McKinsey, NdR)».

Recoding e replatforming con l’AI agentica

L’intelligenza artificiale agentica sta già trasformando radicalmente i processi di recoding e replatforming.

«Il recoding prevede la riscrittura completa delle applicazioni in linguaggi moderni, preservando però la logica di business esistente: si aggiorna il “come” mantenendo intatto il “cosa” – spiega Zortea. Il replatforming, invece, consiste nella migrazione delle applicazioni verso nuove piattaforme, tipicamente cloud, con modifiche minime al codice, sufficienti a garantirne la compatibilità. Entrambi gli approcci permettono di ridurre costi e rischi, eliminare dipendenze da ambienti obsoleti e modernizzare l’infrastruttura senza compromettere la stabilità dei sistemi critici».

Il caso concreto nel mondo insurance

Deda Bit ha quindi colto le opportunità dell’innovazione tecnologica per sviluppare un framework basato su agenti AI, in grado di analizzare e comprendere codice legacy anche in assenza di documentazione, scenario tipico e diffuso tra i sistemi datati, per tradurlo in linguaggi moderni, generare specifiche tecniche e refactoring, e orchestrare i processi di migrazione.

«Un nuovo paradigma di co-creazione, dove human e AI progettano in sinergia soluzioni innovative: l’AI accelera l’apprendimento tramite reverse engineering automatico, semplifica la gestione dei progetti e verifica i requisiti. A oggi, è in corso un progetto in ambito insurance che dimostra il potenziale di questo approccio AI First, portando alla riduzione di tempi e costi, a una maggiore qualità e sicurezza del codice, con standard più elevati, governance solida e la possibilità di gestire progetti complessi su larga scala – sottolinea Zortea. I primi risultati sono già evidenti: sfruttando un modello Document Driven Development (DDD), dove agenti AI e code assistant supportano l’intero ciclo di sviluppo, si sono ridotti i tempi di migrazione da mainframe legacy a infrastrutture cloud».

Verso servizi digital, più efficienti e scalabili

Il recoding “ibrido” apre quindi per il settore finanziario nuovi scenari di modernizzazione di soluzioni legacy.

«Grazie all’approccio AI First, banche e assicurazioni possono recuperare valore da asset legacy significativi, attualizzandoli con metodologie governate e sicure, aprendo la strada a una nuova generazione di servizi digitali più efficienti e scalabili. L’obiettivo – conclude Zortea – è costruire esperienze connesse e intelligenti, bilanciando affidabilità e innovazione per garantire continuità operativa e preparare lo stack tecnologico alle esigenze future».

 

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di dicembre 2025 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop.

 

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