Cabel con Banca Finint sviluppa la piattaforma di gestione dei portafogli NPE

Valerio Nosci, Group Head of IT & Operations di Banca Finint e Simone Donno, Responsabile Business Development & Relationship di Cabel Industry S.p.A.

Nelle banche, come in qualsiasi altra impresa, è ormai ben chiaro che per realizzare strategie di crescita aziendale non è sufficiente introdurre strumenti informatici più o meno all’avanguardia per giustificare l’uso (e spesso abuso) del termine “innovazione”. Occorre produrre cambiamenti che partano dall’analisi approfondita della catena del valore e siano volti a incidere su vari aspetti dell’organizzazione, ripensando processi e ridisegnando aspetti strategici del business.

Questo è ciò che ha fatto Banca Finint, individuando nell’asset legato agli NPE un ambito su cui puntare in modo ancora più marcato, grazie all’utilizzo della tecnologia.

«Essere autonomi, tempestivi e flessibili nel processo di onboarding a seguito dell’acquisto di portafogli di crediti a sofferenza è stata la forte esigenza da cui siamo partiti per dare slancio e ridefinire l’intero processo – ci introduce Valerio Nosci, Group Head of IT & Operations di Banca Finint – per poi proseguire con le stesse modalità anche nella fase successiva di gestione dei portafogli».

Le competenze IT di Cabel a servizio di Banca Finint

Tale obiettivo è stato reso possibile grazie alla partnership con Cabel Industry S.p.A., outsourcer IT in grado di affiancare e supportare i propri clienti in percorsi a elevata specializzazione di business in aggiunta all’offerta di servizi IT tradizionali di core banking.

Non meno importante il contributo del team di lavoro di Banca Finint che, nelle sue varie anime, grazie anche alla partecipazione attiva del team di business, ha reso possibile il raggiungimento di tale risultato.

La nuova piattaforma

Da tutto ciò è nato il Cruscotto NPE, una piattaforma che completa ed estende la suite dei prodotti Cabel, in grado di fornire autonomia ed efficienza alla Banca nella gestione dei portafogli.

In un contesto standard, un processo di onboarding prevede una interlocuzione continua tra la Banca cessionaria e l’outsourcer IT, al fine di stimare in anticipo le possibili finestre temporali di onboarding. Stima oggetto di continuo aggiornamento nel percorso di avvicinamento al deal, fino a giungere alla conferma effettiva. Da questo momento si attivano i provider IT sia della banca acquirente che della parte cedente per il tradizionale processo di migrazione informatica dei dati.

«Con il Cruscotto NPE – aggiunge Simone Donno, Responsabile Business Development & Relationship di Cabel Industry S.p.A. – abbiamo provato a superare l’inefficienza di questo processo che impiegava in modo poco produttivo tempo e risorse del cliente e dei provider informatici. Grazie al nuovo strumento si realizza di fatto una sorta di disintermediazione che massimizza il grado di autonomia del cliente nel caricamento dei portafogli NPL e nella successiva gestione, aumentando flessibilità e tempestività. Abbiamo quindi liberato il business del cliente da logiche di pianificazione e programmazione tipici dei processi di migrazione informatica e/o aggiornamento massivo dei dati».

Maggiore praticità ed efficienza, oltre a un impiego inferiore di risorse economiche e operative, rendono la piattaforma estremamente attrattiva per coloro che vogliono “industrializzare” i processi legati all’onboarding e gestione dei portafogli NPL grazie all’utilizzo di un modello che consente elevata scalabilità e un monitoraggio evoluto e sistemico.

I punti chiave dell’automazione

Il Cruscotto NPE fornisce totale autonomia operativa al soggetto che effettua l’acquisto di portafogli di crediti in sofferenza attraverso un processo di caricamento massivo del portafoglio oggetto di onboarding, un sistema di data quality delle informazioni basato su puntuali controlli di coerenza e correttezza dei dati e, infine, la scrittura degli stessi sul sistema di core banking. In questo modo si automatizza tutta l’attività che viene svolta dagli outsourcer IT in fase di onboarding.

«C’è una logica di industrializzazione dell’intera filiera che parte dall’acquisto del portafoglio e prosegue nella sua gestione nel tempo – aggiunge Donno – volta a rendere indipendente la banca acquirente dall’outsourcer».

Strumenti semplici per il business aziendale

In ogni fase del processo di onboarding e/o di gestione non occorre impiegare figure con competenze informatiche poiché tutte le movimentazioni sul portafoglio sono gestite attraverso semplici strumenti di importazione dei dati. Onboarding, predisposizione/revisione dei piani di rientro, incassi o estinzione delle posizioni del portafoglio con relative scritture contabili e segnalazioni. Il Cruscotto NPE è uno strumento a servizio del business aziendale, che consente l’incremento dell’efficienza complessiva e la diminuzione dei costi di gestione.

 

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di dicembre 2022 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop

 

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