Dare rapidamente una risposta al cliente, limitare gli errori ed essere più sostenibili, oltre che efficienti.
Anche il settore del leasing sta affrontando l’evoluzione digitale, ma non mancano gli ostacoli: da quelli regolamentari fino alla resistenza culturale, come dimostra l’esperienza di BCC Rent&Lease (Gruppo ICCREA), raccolta in occasione del webinar “Come digitalizzare il settore del leasing: dalla firma dei contratti alla conservazione”, organizzato da Intesa, a Kyndryl Company.
Innovare, un’esigenza di business
La società del Gruppo ICCREA opera nello small ticket (operazioni da 2-3mila euro), con un portafoglio composto da 70mila clienti, per la maggior parte PMI, e ha deciso di implementare la firma digitale per i contratti.
«Una esigenza di business, per ridurre i tempi, limitando le complessità procedurali e anche i documenti da compilare – racconta Ugo Mauro, Responsabile Organizzazione e Controllo di BCC Rent&Lease SpA.
L’obiettivo era anche gestire al meglio i tradizionali rischi operativi: spesso la contrattualistica non era completamente sottoscritta e, quindi, non valida. Questo richiedeva di riproporre al cliente di firmare i moduli in presenza: altra carta e altri spostamenti, assolutamente poco sostenibili anche a livello di impatto ambientale».
Gli ostacoli: la normativa e...
BCC Rent&Lease ha quindi scelto di digitalizzare i processi di sottoscrizione dei contratti, affidandosi a Intesa, per adottare una soluzione che fosse disegnata sulle necessità della società.
«Il maggiore ostacolo alla digital transformation è nelle tante normative: dalla regolamentazione sui temi legati alla digitalizzazione, come ad esempio l’identificazione e la conservazione documentale, alla stringente normativa bancaria – precisa Mauro.
Infine, una ulteriore difficoltà proviene dalla struttura del leasing, dove intervengono tre soggetti diversi: la società di leasing, l’utilizzatore finale e il fornitore che mette a disposizione il bene».
… e la resistenza culturale
La digitalizzazione ha preso piede attraverso un pilota, con l’intento di coinvolgere gradualmente tutti i canali di vendita. E si è dovuto scontrare con una certa resistenza culturale, ma solo inizialmente.
«Non è semplice uscire al di fuori di una zona di comfort, di un processo già conosciuto – sottolinea Mauro. Ma i benefici hanno portato a feedback positivi da parte di tutti gli attori coinvolti, in particolare sulla esperienza d’uso della nuova piattaforma».
I risultati raggiunti
Tra i primi benefici raggiunti c’è la riduzione del time-to-market: nello small ticket riuscire a concludere un contratto nel minore tempo possibile è cruciale per non farsi bruciare dalla concorrenza.
«Abbiamo aumentato la customer satisfaction e anche la redditività – evidenzia Mauro –, migliorato l’efficacia e l’efficienza operativa, oltre che ridotto l’impatto ambientale.
Nel 2023 abbiamo evitato la stampa di 200mila fogli e, anche se non viene calcolato, azzerato gli spostamenti in auto verso i clienti».
Anche l’AI per digitalizzare il leasing
La piattaforma scelta dalla società di leasing è modulare: abilita l’onboarding dei clienti da remoto o in presenza, la gestione documentale e la firma digitale, la fatturazione elettronica (B2B, B2G e internazionale) e, infine la conservazione a norma.
Così da potere personalizzare il grado di digitalizzazione ma anche di automazione, grazie all’impiego dell’intelligenza artificiale, che agevola i processi.
«Usiamo l’AI per l’identificazione del documento di identità e ottimizzarne la risoluzione – elenca Flavia Lancioni, Head of Financial Services di Intesa, a Kyndryl Company –; nell’estrazione delle informazioni dell’utente dai documenti, attraverso un algoritmo di reti neurali che verifica eventuali frodi legate al documento; mentre per la verifica dell’identità l’AI fa una mappa biometrica del volto, identificato tramite video o SelfID, per compararlo con quello presente nella foto del documento di identità».
La portata innovativa della trasformazione digitale
Tra i driver di evoluzione del settore del leasing spicca quindi la digital transformation, che dovrà portare a una serie di innovazioni: dalle digital platform, per offrire servizi di leasing online ai consumatori, passando per la data analysis, sempre più personalizzata sulle esigenze dei consumatori.
Sul piano informatico, infine, andranno innalzati i presidi di sicurezza e rimodellato, sulla base di tutti questi elementi, anche il modello di business.
Leasing: nel settore in crescita, corre l’auto green
Con quasi 35 miliardi di nuovi finanziamenti, il leasing si conferma un comparto in crescita per il terzo anno consecutivo e guarda alla digitalizzazione per essere sempre più competitivo e adattarsi alle necessità dei consumatori. Partendo anche dalle esigenze green.
«Nel 2023 il comparto auto è cresciuto sia per numero di contratti (+22%) sia per valore (+28%) e più della metà dei veicoli in leasing è green – commenta Adriano Martucci, Business Consultant di Intesa.
L’immobiliare è in lieve ripresa e il leasing strumentale è in calo del 17%, mentre è più che raddoppiato il valore nel mercato del leasing energetico, a conferma del peso che la sostenibilità ha anche in questo settore».
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Questo articolo è stato pubblicato sul numero di gennaio/febbraio 2024 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop.