Come digitalizzare il settore del leasing?

digitalizzare il settore del leasing
Da sinistra: Ugo Mauro, Responsabile Organizzazione e Controllo di BCC Rent&Lease SpA, Flavia Lancioni, Head of Financial Services di Intesa, a Kyndryl Company e Adriano Martucci, Business Consultant di Intesa

Dare rapidamente una risposta al cliente, limitare gli errori ed essere più sostenibili, oltre che efficienti.

Anche il settore del leasing sta affrontando l’evoluzione digitale, ma non mancano gli ostacoli: da quelli regolamentari fino alla resistenza culturale, come dimostra l’esperienza di BCC Rent&Lease (Gruppo ICCREA), raccolta in occasione del webinar “Come digitalizzare il settore del leasing: dalla firma dei contratti alla conservazione”, organizzato da Intesa, a Kyndryl Company.

Innovare, un’esigenza di business

La società del Gruppo ICCREA opera nello small ticket (operazioni da 2-3mila euro), con un portafoglio composto da 70mila clienti, per la maggior parte PMI, e ha deciso di implementare la firma digitale per i contratti.

«Una esigenza di business, per ridurre i tempi, limitando le complessità procedurali e anche i documenti da compilare – racconta Ugo Mauro, Responsabile Organizzazione e Controllo di BCC Rent&Lease SpA.

L’obiettivo era anche gestire al meglio i tradizionali rischi operativi: spesso la contrattualistica non era completamente sottoscritta e, quindi, non valida. Questo richiedeva di riproporre al cliente di firmare i moduli in presenza: altra carta e altri spostamenti, assolutamente poco sostenibili anche a livello di impatto ambientale».

Gli ostacoli: la normativa e...

BCC Rent&Lease ha quindi scelto di digitalizzare i processi di sottoscrizione dei contratti, affidandosi a Intesa, per adottare una soluzione che fosse disegnata sulle necessità della società.

«Il maggiore ostacolo alla digital transformation è nelle tante normative: dalla regolamentazione sui temi legati alla digitalizzazione, come ad esempio l’identificazione e la conservazione documentale, alla stringente normativa bancaria – precisa Mauro.

Infine, una ulteriore difficoltà proviene dalla struttura del leasing, dove intervengono tre soggetti diversi: la società di leasing, l’utilizzatore finale e il fornitore che mette a disposizione il bene».

… e la resistenza culturale

La digitalizzazione ha preso piede attraverso un pilota, con l’intento di coinvolgere gradualmente tutti i canali di vendita. E si è dovuto scontrare con una certa resistenza culturale, ma solo inizialmente.

«Non è semplice uscire al di fuori di una zona di comfort, di un processo già conosciuto – sottolinea Mauro. Ma i benefici hanno portato a feedback positivi da parte di tutti gli attori coinvolti, in particolare sulla esperienza d’uso della nuova piattaforma».

I risultati raggiunti

Tra i primi benefici raggiunti c’è la riduzione del time-to-market: nello small ticket riuscire a concludere un contratto nel minore tempo possibile è cruciale per non farsi bruciare dalla concorrenza.

«Abbiamo aumentato la customer satisfaction e anche la redditività – evidenzia Mauro –, migliorato l’efficacia e l’efficienza operativa, oltre che ridotto l’impatto ambientale.

Nel 2023 abbiamo evitato la stampa di 200mila fogli e, anche se non viene calcolato, azzerato gli spostamenti in auto verso i clienti».

Anche l’AI per digitalizzare il leasing

La piattaforma scelta dalla società di leasing è modulare: abilita l’onboarding dei clienti da remoto o in presenza, la gestione documentale e la firma digitale, la fatturazione elettronica (B2B, B2G e internazionale) e, infine la conservazione a norma.

Così da potere personalizzare il grado di digitalizzazione ma anche di automazione, grazie all’impiego dell’intelligenza artificiale, che agevola i processi.

«Usiamo l’AI per l’identificazione del documento di identità e ottimizzarne la risoluzione – elenca Flavia Lancioni, Head of Financial Services di Intesa, a Kyndryl Company –; nell’estrazione delle informazioni dell’utente dai documenti, attraverso un algoritmo di reti neurali che verifica eventuali frodi legate al documento; mentre per la verifica dell’identità l’AI fa una mappa biometrica del volto, identificato tramite video o SelfID, per compararlo con quello presente nella foto del documento di identità».

La portata innovativa della trasformazione digitale

Tra i driver di evoluzione del settore del leasing spicca quindi la digital transformation, che dovrà portare a una serie di innovazioni: dalle digital platform, per offrire servizi di leasing online ai consumatori, passando per la data analysis, sempre più personalizzata sulle esigenze dei consumatori.

Sul piano informatico, infine, andranno innalzati i presidi di sicurezza e rimodellato, sulla base di tutti questi elementi, anche il modello di business.

Leasing: nel settore in crescita, corre l’auto green

Con quasi 35 miliardi di nuovi finanziamenti, il leasing si conferma un comparto in crescita per il terzo anno consecutivo e guarda alla digitalizzazione per essere sempre più competitivo e adattarsi alle necessità dei consumatori. Partendo anche dalle esigenze green.

«Nel 2023 il comparto auto è cresciuto sia per numero di contratti (+22%) sia per valore (+28%) e più della metà dei veicoli in leasing è green – commenta Adriano Martucci, Business Consultant di Intesa.

L’immobiliare è in lieve ripresa e il leasing strumentale è in calo del 17%, mentre è più che raddoppiato il valore nel mercato del leasing energetico, a conferma del peso che la sostenibilità ha anche in questo settore».

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Questo articolo è stato pubblicato sul numero di gennaio/febbraio 2024 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop

 

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