CBI. Più efficienza e sicurezza nei pagamenti con l’open finance

CBI Open Finance
Liliana Fratini Passi, Direttore Generale di CBI

Meno rischi di frode e processi più efficienti. L’open finance è una frontiera da esplorare per il mondo dei pagamenti, perché consente di creare servizi a valore aggiunto, in partnership con attori non strettamente bancari.

«Al centro di questo ecosistema open ci sono i dati sul mondo payments, integrati con informazioni sul credito, sugli investimenti, sulle assicurazioni, e così via – racconta Liliana Fratini Passi, Direttore Generale di CBI –, e rappresenta un’occasione per l’industria finanziaria, per non perdere terreno nei confronti di BigTech e New Entrants».

I pagamenti, ambito d’innovazione

In Italia, secondo la survey condotta da CBI e PwC, i potenziali servizi open finance riguardano principalmente i settori payments & lending, quindi instant lending e payment, crowdlending ed ewallet, e il digital onboarding, come eIdentity e KYC.

«Ad esempio, il servizio Check IBAN verifica la validità e l’esistenza dell’IBAN recuperato dal database della Banca, in relazione ai dati dei clienti – spiega Fratini Passi. Nel luglio del 2020 il servizio è anche stato implementato per supportare la PA nella erogazione dei bonus fiscali a persone e imprese colpite dall’emergenza Covid-19».

Con SurePay per la verifica dell’IBAN

E ora è stato esteso a livello europeo, grazie alla partnership con SurePay, che offre servizi di Confirmation of Payee (CoP).

«Grazie all’accordo potremmo espandere il servizio e offrirlo in modo graduale a livello europeo – commenta Fratini Passi. In tempo reale, il servizio verifica la corretta associazione tra IBAN e Partita IVA e può essere integrato da banche e fintech già in diversi Paesi: Olanda, Belgio e Germania e, prossimamente, Francia e Regno Unito».

Servizi innovativi, sicuri ed efficienti

L’obiettivo è ridurre il rischio di frode, naturalmente, e portare alla creazione di servizi e processi più efficienti, anche nell’onboarding commerciale della clientela.

«Si tratta di un primo passo per lo sviluppo di ulteriori servizi innovativi cross-border – sottolinea Fratini Passi. Tra questi, prevediamo ad esempio anche un’evoluzione in ambito pan-europeo e internazionale».

Oltre i confini nazionali

In fase di lancio c’è d’altronde Check Iban Cross-border, per la convalidazione degli IBAN a livello paneuropeo, insieme a «Name Check, con cui sarà possibile verificare online la corrispondenza tra nominativo del beneficiario di un Sepa Credit Transfer (SCT) e il relativo IBAN d’accredito. La sandbox regolamentare, che è stata istituita dal MEF e gestita in coordinamento con Banca d’Italia, Consob e IVASS, ospita nel frattempo – conclude Fratini Passi – anche un altro servizio in fase di test: la realizzazione di un database controllo fatture».

L’Onboarding: il secondo ambito dell’open finance

CBI sta anche lavorando su Smart Onboarding, per consentire ai clienti aziendali di recuperare i dati relativi agli utenti finali quando vogliono sottoscrivere un servizio.

«Gli use case riguardano quindi i servizi di sottoscrizione e di abbonamento, in real time e offerti direttamente dalla comunità bancaria – dichiara Fratini Passi. Ma con una esperienza di onboarding più fluida e semplice, con la garanzia di impiegare dati già verificati».

 

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di ottobre 2022 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop

 

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