La gestione della nuova infrastruttura nazionale di compensazione, i servizi antifrode legati alla Verification of Payee e lo sviluppo di nuove tecnologie per i pagamenti digitali. Sono questi i principali fronti su cui sta lavorando CBI S.c.p.a. Società Benefit.
«La novità più recente riguarda l’arrivo di CBI-Comp, il nuovo sistema di compensazione multilaterale dei pagamenti al dettaglio domestici che svilupperemo e gestiremo in sostituzione di BI-Comp della Banca d’Italia, destinato oramai alla dismissione – racconta Liliana Fratini Passi, Direttore Generale di CBI. Nel 2025, il sistema ha gestito oltre 2,1 miliardi di transazioni, per un valore superiore a 736 miliardi di euro, e la nuova piattaforma permetterà di elaborare assegni, incassi commerciali e transazioni del circuito Bancomat, garantendo continuità operativa e allineamento agli standard europei».
5 milioni di verifiche al giorno per Name Check
Accanto al nuovo sistema di clearing, un altro filone centrale riguarda la sicurezza dei pagamenti digitali. Con l’entrata in vigore della Instant Payments Regulation, lo scorso ottobre è diventata obbligatoria la Verification of Payee (VoP), il controllo preventivo che verifica la corrispondenza tra IBAN e beneficiario prima dell’esecuzione di un bonifico istantaneo.
«In questo ambito si inserisce CBI Name Check, che ha consentito a quasi il 90% del sistema bancario italiano e dei PSP di adeguarsi in anticipo alla normativa europea – sottolinea Fratini Passi. Il servizio oggi gestisce in media circa 5 milioni di verifiche al giorno e 150 milioni al mese, garantendo ai Prestatori di Servizi Pagamento aderenti piena interoperabilità a livello europeo».
Digitalizzazione dei sistemi di incasso con la Request to Pay
CBI sta inoltre lavorando sull’evoluzione dei servizi digitali di incasso attraverso la Request to Pay (RTP), soluzione che consente ai PSP di offrire alle aziende un sistema avanzato per la gestione delle richieste di pagamento. Il servizio, infatti, permette di inviare richieste da home banking o mobile app, lasciando al cliente finale l’autorizzazione del pagamento. Un modello che punta a migliorare la gestione degli incassi delle imprese, riducendo i ritardi nei pagamenti e gli insoluti, rafforzando la relazione con il cliente.
La frontiera dell’Agentic AI nei pagamenti
Sul fronte dell’innovazione tecnologica, inoltre, la società Benefit guarda ai prossimi sviluppi del settore, in primis l’Agentic AI, lavorando su modelli avanzati di intelligenza artificiale capaci di agire in modo autonomo per eseguire attività operative, prendere decisioni e automatizzare processi con una supervisione umana minima.
«Applicata al mondo dei pagamenti, questa tecnologia potrebbe consentire di gestire automaticamente acquisti e transazioni, monitorare offerte e condizioni economiche e rafforzare i sistemi antifrode – prosegue Fratini Passi –, grazie all’identificazione preventiva di pattern sospetti e all’utilizzo di strumenti di autenticazione avanzata».
Verso l’Euro digitale
Infine, è ancora aperto il cantiere sull’Euro digitale, promosso dalla BCE e che dovrebbe entrare nella fase operativa entro il 2029.
In questo ambito CBI potrebbe rafforzare il proprio ruolo infrastrutturale, lavorando sull’interoperabilità tra conti tradizionali ed euro digitale e sulla gestione dei flussi di pagamento e del cash management. Un approccio che si inserisce nella strategia europea di costruzione di ecosistemi di pagamento sempre più integrati, sicuri e digitali.
Questo articolo è stato pubblicato sul numero di giugno 2026 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop.