Cabel. Accessibility Act: dalla compliance alla strategia

Cabel. Accessibility Act: dalla compliance alla strategia
Francesco Bozzi, Manager Area Retail di Cabel Industry S.p.A.

Con l’entrata in vigore dell’European Accessibility Act (EAA), l’accessibilità digitale esce definitivamente dalla dimensione tecnica per assumere un valore industriale. Per banche, assicurazioni e fornitori tecnologici non si tratta solo di adeguare siti e applicazioni, ma di ripensare servizi, documenti e processi in chiave inclusiva.

Il tema è stato al centro anche di un recente workshop promosso da AziendaBanca, che ha evidenziato come la normativa rappresenti un punto di svolta: non più interventi correttivi, ma progettazione “by design”, integrata nella governance dei progetti digitali.

Oltre la scadenza normativa

L’EAA introduce requisiti stringenti su canali online, app mobili, terminali self-service e documentazione digitale. Per il comparto bancario l’impatto è trasversale: user experience, comunicazioni contrattuali, sistemi documentali e conservazione devono dialogare in modo coerente.

È in questo contesto che si inserisce il percorso avviato da Cabel Industry S.p.A. «L’entrata in vigore dell’EAA è stata per noi uno spartiacque – spiega Francesco Bozzi, Manager Area Retail di Cabel Industry S.p.A. Abbiamo scelto di non limitarci a mettere a norma i servizi esistenti, ma di ripensare l’esperienza digitale in modo organico».

Un team dedicato e il redesign dei canali

La società ha costituito un team interno dedicato all’accessibilità, con competenze normative, progettuali e tecnologiche. Il percorso, avviato oltre tre anni fa, ha portato al redesign completo di internet banking e mobile app: componenti più leggibili, interazioni semplificate, struttura semantica corretta dei contenuti, attenzione a contrasti cromatici e navigazione da tastiera.

Non un intervento puntuale, ma un ripensamento complessivo dell’architettura digitale. Parallelamente, l’azienda ha investito in formazione interna e in momenti di sensibilizzazione rivolti alle banche clienti. «Se vogliamo che l’accessibilità sia realmente integrata nei servizi, deve partire da chi definisce requisiti e contenuti», sottolinea Bozzi.

Documenti accessibili e filiera digitale

Uno degli ambiti più critici per il settore riguarda la documentazione bancaria. Attraverso il proprio sistema di Document Composition, Cabel ha sviluppato PDF nativamente accessibili, superando la logica dell’adattamento a posteriori.

Il progetto si è avvalso della collaborazione di Fondazione ASPHI, che ha supportato attività formative e test con utenti con disabilità, rafforzando un approccio orientato alla qualità effettiva dell’esperienza, non alla sola compliance. Elemento distintivo è stata anche l’integrazione con i processi di archiviazione digitale, per garantire coerenza tra produzione documentale e conservazione sostitutiva.

Un indicatore di maturità

L’Accessibility Act impone scadenze, ma il suo impatto va oltre l’adempimento. Per il banking, l’accessibilità diventa un indicatore di maturità organizzativa: misura la capacità di coniugare normativa, tecnologia e centralità del cliente.

«La sfida, ora, è rendere strutturale questo approccio. Perché l’accessibilità – conclude Bozzi – non è un progetto a termine, ma un criterio permanente di qualità del servizio.

 

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Questo articolo è stato pubblicato sul numero di marzo 2026 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop.

 

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