Il successo del Buy Now Pay Later è una realtà. I dati diffusi a marzo da Banca d’Italia stimano che questa modalità di pagamento sia stata utilizzata dal 30% dei nuclei famigliari nel corso del 2025, anche se in molti casi si tratta di un uso saltuario.
Come abbiamo osservato diverse altre volte, il Compra Ora, Paga Dopo non è stato esente da critiche e allarmi, in questi anni. Ma da novembre 2026 arriverà la nuova direttiva europea sul credito ai consumatori, che cambierà le regole del gioco. E, soprattutto, dai dati di mercato italiani emerge una rischiosità bassa, inferiore a quella dei prestiti finalizzati small ticket tradizionali.
Facciamo allora un po’ di chiarezza sul Buy Now Pay Later in questo episodio di #define banking next, il podcast sulla banca del futuro che AziendaBanca sviluppa insieme a CRIF.
Il nostro ospite è Elisabetta Pancaldi, Senior Director di CRIF.
AG. Allora, iniziamo come sempre dai dati, dai numeri. Ho già spoilerato qualcosa poco fa: il Buy Now Pay Later sta crescendo rapidamente. Che cosa emerge dal Market Outlook di CRIF?
EP. Allora, abbiamo a disposizione dei dati molto recenti, relativi alla seconda metà del 2025. In questo periodo, i finanziamenti Buy Now Pay Later hanno registrato nuovamente una crescita sostenuta, a doppia cifra. Si parla del 23% in più rispetto allo stesso periodo del 2024.
Per dare un’idea del ritmo di crescita possiamo però fare un confronto con il primo semestre del 2022: in questo caso, l’aumento dei volumi è pari al 220%.
AG. Questa forma di pagamento è arrivata in Italia con un certo ritardo rispetto ai mercati anglosassoni. Che, è doveroso ricordarlo, hanno una predisposizione culturale molto diversa per quanto riguarda l’indebitamento. Forse anche per questo, il Buy Now Pay Later è sempre stato oggetto di attenzione e di avvertimenti sul rischio di sovraindebitamento o di sottovalutare la sostenibilità delle rate. Eppure, Elisabetta, i dati di rischiosità ci dicono qualcosa di diverso.
EP. La rischiosità del Buy Now, Pay Later si mantiene su livelli contenuti: i tassi di default sono più bassi di quelli del credito finalizzato tradizionale.
Perché accade questo? Perché la clientela che utilizza questo strumento di pagamento è in parte differente rispetto allo small ticket tradizionale. Si tratta di clienti più selezionati e che non cercano tanto un credito, quanto uno strumento di pagamento a breve termine digitale e semplici da utilizzare.
AG. Allora, cerchiamo di conoscerli un po’ meglio, questi clienti. Che cosa sappiamo del loro profilo?
EP. Iniziamo dall’età. Il Buy Now Pay Later, almeno in Italia, non è solo un fenomeno legato ai giovanissimi. Il 34% degli utenti appartiene alla Generazione X e il 29,5% a quella Y, i cosiddetti Millennials.
La Gen Z è al terzo posto, 18,1%, e appena lo 0,1% in più dei Baby Boomers. Questi numeri ci dicono che c’è una forte diffusione anche nelle fasce di età adulte, anche mature, della popolazione italiana. Che avrebbero a disposizione anche altri strumenti per pagare o per ottenere credito, ma probabilmente scelgono una soluzione flessibile e facile da usare.
Se guardiamo al genere, abbiamo un 55% di donne contro il 45% degli uomini. Ed è una eccezione, perché in genere i finanziamenti vedono una prevalenza degli uomini. Nello small ticket finalizzato, ad esempio, gli uomini rappresentano il 55% delle richieste.
E anche questo conferma che il Buy Now Pay Later sta intercettando un profilo demografico diverso.
AG. Potrebbe diventare una nuova abitudine di pagamento?
EP. L’analisi dei prodotti creditizi posseduti dagli utenti di Buy Now Pay Later ci dice che sì, c’è una forte propensione al cosiddetto repeat. Vale a dire: chi l’ha utilizzato una volta, tende a richiederlo nuovamente.
E vediamo che sta conquistando anche i possessori di prestiti small ticket tradizionali.
AG. Abbiamo sottolineato più volte che il Compra Ora, Paga Dopo ha anche una valenza di inclusione finanziaria, perché può essere utilizzato anche da chi non ha uno storico creditizio. I dati del 2025 confermano questa tendenza?
EP. Possiamo proprio dire di sì. Il tasso di “new to credit”, cioè degli individui privi di storia creditizia e che si affacciano per la prima volta al mondo del credito, è pari al 19%. Per le soluzioni di credito tradizionali, invece, la percentuale è appena dell’8%.
AG. Torniamo al confronto con lo small ticket tradizionale. Possiamo dire che il Buy Now Pay Later lo stia, almeno in parte, sostituendo?
EP. In effetti, lo small ticket tradizionale, cioè i prestiti sotto i 1.500 euro, ha avuto una contrazione del 10% nella seconda metà del 2025. Le dinamiche opposte tra due prodotti che hanno alcune caratteristiche simili suggerisce che siamo di fronte a un cambiamento delle preferenze dei consumatori. Che cercano, come detto prima, soluzioni di pagamento, non solo di credito, più facili, flessibili e digitali.
Questo è evidente nelle fasce di importo più contenute. Il 60% dei contratti Buy Now Pay Later del 2025 riguardano importi inferiori ai 1.000 euro. I finanziamenti al di sopra dei 1.500 euro sono comunque circa un quarto del totale, il 24%.
Nel finalizzato tradizionale, escludendo i finanziamenti auto, le pratiche superiori ai 1.500 euro sono invece più numerose. Vediamo quindi una prima concentrazione in base all’importo del pagamento.
C’è poi una differenza rispetto ai settori di acquisto. Lo small ticket finalizzato è molto diffuso nelle apparecchiature informatiche, 43%, e nella grande distribuzione, con il 35%. Il Buy Now Pay Later sta, invece, conquistando anche altri segmenti di mercato, come i prodotti per la persona (31,9%), abbigliamento e turismo (16,9%) e i prodotti per la casa (15,2%).