La blockchain cresce, in entrambi i sensi del termine. Aumenta, infatti, il numero di progetti attivi, con 278 nuove iniziative censite nel mondo. E, soprattutto, matura la consapevolezza delle potenzialità della tecnologia e delle difficoltà nella sua implementazione.
Ecco quanto emerge dall’Osservatorio Blockchain e DLT (che sarà ribattezzato Blockchain e Web3) della School of Management del Politecnico di Milano.
I numeri
In totale, il PoliMI ha censito 2.033 iniziative blockchain a livello mondiale, di cui 1.046 effettivamente avviate, come sperimentazione o in produzione.
La differenza, però, sta nelle tipologie di progetti. L’Osservatorio distingue tradizionalmente tre ambiti, che seguono effettivamente trend distinti tra loro:
- la blockchain for business, con l’azione di player tradizionali che “riproducono” su blockchain processi di business tradizionali;
- l’Internet of Value, quindi cryptovalute e stablecoin, in cui rientrano anche le CBDC (in cui l’uso della blockchain nei casi più rilevanti, come il Digital Euro, è al momento una delle ipotesi);
- i progetti Decentralized web, o Web3, cioè le applicazioni più disruptive della blockchain, che abilitano modelli di business e operativi radicalmente nuovi. Rientrano in questo ambito gli NFT, che stanno tornando alla concretezza dopo l’immenso hype di un annetto fa, applicazioni decentralizzate (DAPP) e DAO, acronimo di Decentralized Autonomous Organisation.
Vale la pena di descrivere individualmente ogni macrogruppo, per capire meglio che cosa sta succedendo.
Quanti sganassoni per la blockchain for business
Dal punto di vista numerico, calano del 43% le iniziative “blockchain for business”, che restano la maggioranza (54%) del campione degli ultimi 7 anni. Il motivo del calo è semplice: dopo una prima ondata di entusiasmo, molti di questi progetti si sono scontrati con forti difficoltà organizzative (non tecnologiche) e sono andati gambe all'aria o quasi.
Queste iniziative nascono per efficientare i processi esistenti mediante la blockchain, per raggiungere questi obiettivi:
- semplificare l’accesso e la condivisione dei dati (56% dei casi);
- garantire la trasparenza e l’immutabilità delle informazioni (38%);
- realizzare processi affidabili attraverso gli smart contract (6%).
Il 2022 ha visto fallimenti e difficoltà per molti di questi progetti. Che non sono riusciti a costruire intorno ai processi portati su blockchain un ecosistema di aziende collaborative, in grado di portare effettivamente trasparenza e condivisione. E così hanno preso il viale del tramonto iniziative che avevano suscitato entusiasmo, come B3i o WeTrade.
Le crypto al freddo e al gelo
Veniamo poi al mondo delle criptovalute e altri strumenti di pagamento. Il crypto inverno non rallenta l’Internet of Value, almeno in termini di iniziative: 100 i nuovi lanci nel 2022. La capitalizzazione del mondo cripto è scesa da 2,3 miliardi a 800 milioni in 14 mesi, ma tutto sommato poteva pure andare peggio, visti gli eventi degli ultimi mesi.
Il 2022 ha visto il collasso di Terra-Luna, vittima di un vero e proprio attacco (neanche così sofisticato: se le regole del gioco presentano delle falle, presto o tardi arriverà qualcuno a sfruttarle) che ha messo in difficoltà la logica alla base di molte StableCoin algoritmiche.
Poi c’è stato il fallimento di FTX e Celsius (e anche Genesis, notizia recentissima, non sta proprio in forma) che ha portato un’ondata di sfiducia sull’intero settore, a cui resistono gli “hodlers” e gli appassionati di cripto. L’imminente arrivo di una stretta normativa porterà, comunque, a una maggiore pulizia nell’ecosistema e insegnerà agli investitori più incauti che la compliance non è una mera scocciatura.
Anche perché 7 milioni di italiani hanno già acquistato cryptovalute o token (l’importo minimo, per molte neobanche, è di appena 1 euro) e altrettanti si dicono interessati a farlo in futuro. Un po' di regole male non fanno.
Decentralized Web
Infine l'ultimo mantra, cioè i progetti Web3, che crescono del 98%, con 111 nuove iniziative concrete nel 2022. Spingono le applicazioni decentralizzate, mentre si sgonfia il fenomeno NFT (ma il problema vero è come si fa a comprare certe patacche spacciate per arte digitale).
Comunque, la “lesson learned” sugli NFT ha portato le aziende a costruire strategie di business innovative, con l’accesso a servizi inclusivi o esperienze (anche virtuali) basate su questi token. Tirano soprattutto moda e lusso. Ma la maggiore consapevolezza porterà a un rilancio anche gli NFT per il settore bancario.
Le applicazioni decentralizzate stanno evolvendo: le DAO e l’idea di una governance distribuita su blockchain piacciono anche alle aziende decentralizzate, anche se questi modelli partecipativi sono attualmente in uso quasi solo sulle Dapp più mature, come nel mondo DeFi.
La blockchain in Italia nel 2022
Lo spaccato sulla blockchain tricolore ci parla di 42 milioni di investimenti nel 2022, +50% sul 2021. Un terzo dei progetti riguarda ancora il settore bancario e assicurativo, pioniere della tecnologia a blocchi. Seguono il retail e c’è un boom della moda, anche sulla spinta degli NFT e delle declinazioni “luxury” nel metaverso. Crescono anche l’automotive, ormai al 10% del mercato, e la PA, al 7%.
Le criptovalute in Italia
Abbiamo già menzionato i 14 milioni di italiani acquirenti (o potenziali tali) di cryptovalute. Il 40% di chi ha investito in crypto lo ha fatto mediante un exchange, il 19% tramite un ATM bitcoin e il 18% tramite un wallet per acquisto diretto, come l’italiano Conio.
Il 52% ha usato (anche) sistemi indiretti, attraverso servizi di trading finanziari tradizionali o la app bancaria.
La metà degli italiani detentori di crypto le ha in deposito presso gli exchange (i più usati sono Coinbase, Crypto.com e Binance) ma sono diffusi anche i non custodial wallet.
Numeri, inferiori, invece, per gli NFT: il 9% degli italiani dichiara di averli acquistati e il 14% intende acquistarne in futuro. Gli NFT preferiti dagli italiani sono quelli collegati a opere d’arte digitali, avatar e collectible.
“Il 2022 è stato un anno di estremi per il mondo Blockchain – spiega Valeria Portale, Direttore dell’Osservatorio Blockchain and Distributed Ledger -. Assieme allo scoppio drammatico di alcune bolle e a un deprezzamento prolungato di tutti i crypto-asset, il cosiddetto cryptowinter, si è compiuto il consolidamento del lavoro di sviluppo iniziato anni fa, a dimostrazione di una vitalità tecnica e di un pragmatismo ingegneristico senza precedenti. Oggi, le aziende stanno sfruttando il momento per concentrarsi sulla sperimentazione di progetti Web3, lontane dal clamore mediatico e dalle meccaniche più speculative. Il mondo Blockchain sta accedendo a una nuova fase: finito l’hype, è iniziato il tempo di costruire”.
“Il 2022 è stato caratterizzato da un notevole sviluppo delle piattaforme Blockchain con particolare attenzione all’aumento della scalabilità e alla riduzione del consumo energetico - afferma Francesco Bruschi, Direttore dell’Osservatorio Blockchain and Distributed Ledger -. Ethereum si è modificato, riducendo il consumo nel processo di validazione. BNB Chain, la principale Blockchain per numero di DApp e utenti attivi, ha creato un vero e proprio standard operativo basato su soluzioni con fee basse, ma meno decentralizzate, e promuovendo lo sviluppo di DApp spesso copiate da altre piattaforme, finanziando ingentemente gli sviluppatori. Tra le applicazioni più interessanti si segnala l’introduzione da parte di piattaforme “classiche” come Instagram di token nei propri mondi e i crypto-asset sono diventati un'alternativa agli strumenti principali di supporto economico all’Ucraina, consentendo di raccogliere decine di milioni di dollari da piccoli donatori in tutto il mondo”.