Anche l’ATM è sostenibile: minore impatto, più efficienza

Anche l’ATM è sostenibile: minore impatto, più efficienza
Antonio Pesce, Corporate Financial Analyst di Auriga

Una rete ATM compliant e, soprattutto, sostenibile. Le banche oggi sono focalizzate su obiettivi ambientali concreti e misurabili e, tra le priorità più frequenti in ambito sostenibilità, emerge la necessità di ridurre l’impatto ambientale delle infrastrutture più energivore: ATM, flotte, cash management e data centre.

«Le istanze che emergono dal settore mostrano un passaggio dalla sola compliance normativa alla ricerca di risultati concreti sulla carbon footprint e sui KPI ESG. – racconta Antonio Pesce, Corporate Financial Analyst di Auriga. Le banche sono quindi alla ricerca di soluzioni in grado di ottimizzare l’intero processo di gestione del contante, per ridurre i consumi energetici, gli sprechi e i costi, integrando nuove tecnologie evolute, come l’AI, l’automazione e l’analisi predittiva, per migliorare l’efficienza della rete in una ottica pienamente sostenibile».

Ridurre l’impatto ambientale delle infrastrutture critiche

I percorsi ESG delle banche partono, naturalmente, dalle aree più direttamente esposte agli impatti ambientali: in primo luogo, la modernizzazione degli ATM e dei canali di accesso al contante.

«Gli sportelli automatici rappresentano una quota rilevante dell’impronta ambientale legata alla circolazione del contante e – continua Pesce – l’installazione di nuove macchine, più efficienti dal punto di vista energetico grazie alla presenza di LED, tecnologie di power management e moduli elettronici intelligenti, permette di ottenere riduzioni immediate dei consumi. Inoltre, l’adozione di soluzioni di Cash Recycling consente di diminuire drasticamente i rifornimenti di contante, con un conseguente e rilevante abbattimento dei consumi energetici».

Mobilità più efficiente per una rete più sostenibile

Un altro ambito cruciale per il miglioramento dell’efficienza energetica riguarda, poi, l’ottimizzazione delle operazioni di Cash-in-Transit, che rappresentano la seconda principale fonte di impatto ambientale, dopo il consumo energetico degli ATM.

«In questo ambito, le leve di miglioramento includono l’impiego di analisi predittive, una pianificazione dei percorsi del transito, l’adozione della telematica avanzata e l’utilizzo di veicoli elettrici, o comunque più efficienti – elenca Pesce –, insieme alla riduzione della plastica monouso impiegata durante i rifornimenti di contante».

Definire le strategie e gli investimenti

Queste strategie permettono quindi di ridurre gli spostamenti del Cash-in-Transit e le relative emissioni, mentre l’impiego di modelli di analisi predittivi, basati su dati reali, consente alle banche di dimensionare correttamente la rete e gli approvvigionamenti, con un monitoraggio in tempo reale per rilevare e identificare in modo automatico le anomalie e le inefficienze da correggere.

«Inoltre – aggiunge Pesce –, per pianificare gli investimenti green in questi ambiti è possibile sfruttare le informazioni disponibili sulla rete per realizzare delle simulazioni di scenario, così da definire al meglio le strategie di efficientamento».

I vantaggi, non solo energetici

In realtà, i vantaggi di questi efficientamenti hanno ricadute positive su numerosi ambiti: dalla riduzione dei costi operativi, fino alla maggiore soddisfazione della clientela.

«Innanzitutto, le banche raggiungono un chiaro obiettivo ambientale: ovvero ridurre le proprie emissioni di CO2 associate alle attività di Cash-in-Transit – sottolinea Pesce. Ma una rete razionalizzata porta anche a una diminuzione dei costi operativi, a una maggiore affidabilità dei canali e a una migliore continuità del servizio. Con effetti positivi, infine, sul livello di soddisfazione dei clienti delle banche».

Gli aspetti Sociali e di Governance

Accanto alle strategie ambientali, diventano sempre più rilevanti anche gli altri fattori della sigla ESG, ovvero le dimensioni Social e Governance, che devono essere considerate anche dai vendor bancari per supportare gli istituti nel loro percorso verso la sostenibilità.

«Sul fronte dell’inclusione finanziaria, ci impegniamo a fornire un accesso equo ai servizi, riducendo le disuguaglianze e promuovendo opportunità su tutto il territorio. Inoltre, proteggiamo i clienti adottando pratiche che garantiscono sicurezza, trasparenza e tutela dei dati – aggiunge Pesce. Mentre in ambito governance i nostri sforzi sono orientati a rendere i processi chiari, affidabili e fondati su una gestione responsabile dei rischi».

Sostenibilità e performance vanno di pari passo

Infine, sono due le direttrici principali su cui si sviluppa l’approccio di Auriga in ambito ESG.

«Da un lato, puntiamo a offrire al mercato servizi sostenibili, che promuovano responsabilità etica, sociale e ambientale. Dall’altro, guidiamo con consapevolezza la gestione delle persone, dell’ambiente e del sistema di governance nell’attività quotidiana. Così facendo – conclude Pesce –, vogliamo dimostrare che sostenibilità e performance possono avanzare insieme, generando valore per tutti gli stakeholder».

 

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Questo articolo è stato pubblicato sul numero di dicembre 2025 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop.

 

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