La PSD2 e i pagamenti nell’automotive: alla scoperta di Aufinity

Alla scoperta di Aufinity
Paolo Procacci, Country Manager Italia di Aufinity

Il miglior modo per capire il cambiamento portato dalla PSD2 nel mondo dei pagamenti è guardarne i casi di uso, le concrete applicazioni nella quotidianità di persone e aziende.

In un episodio del nostro podcast #define banking abbiamo intervistato Paolo Procacci, Country Manager Italia di Aufinity, che si è specializzata nel settore dell’automotive.

AG. Paolo, puoi spiegarci brevemente che cosa fa Aufinity?

PP. Aufinity è una fintech europea che lavora esclusivamente per semplificare e automatizzare tutti i processi di pagamento nel settore automotive. L’azienda è nata nel 2018 e oggi gestiamo oltre un miliardo di euro di transazioni al mese, lavorando con oltre 2mila concessionari in Europa.

Il nostro obiettivo è portare quella che definiamo “finanza autonoma” in un settore che va verso la “guida autonoma”, cioè l’automotive. E lo portiamo all’interno di concessionarie e officine, oltre che presso le case madri, con un modo diverso di gestire i pagamenti, coprendo tutto il ciclo, end-to-end, con un processo digitale che arriva fino all’incasso e alla riconciliazione dei pagamenti.

Non siamo, quindi, uno strumento di pagamento, ma una piattaforma che accompagna dealer e casa madre nell’obiettivo di togliere le attività manuali e ripetitive, a favore del servizio al cliente e del business. E questo in un settore che, in questo momento storico, affronta delle marginalità molto basse.

AG. Perché avete scelto di specializzarvi in questo settore? Quali sfide specifiche affronta, nei pagamenti?

PP. Innanzitutto, nell’automotive i pagamenti sono tutt’altro che semplici o standardizzati. Immagina la gamma di opzioni disponibili all’interno di un concessionario, dall’acquisto dell’auto al servizio di manutenzione.

Tra acconti, saldi, finanziamenti, servizi di post vendita, i flussi sono spesso complessi, distribuiti su più momenti e con informazioni asincrone. C’è molta differenza tra l’immediatezza di una operazione POS e lo stato di un bonifico.

Il post vendita si trova a contattare l’amministrazione, che magari deve controllare l’home banking, sperando che il cliente abbia scritto correttamente la causale del bonifico.

I fondatori di Aufinity hanno lavorato per mesi all’interno di concessionari, in Germania, per analizzare questi aspetti e hanno poi riscontrato che l’esigenza di una gestione diversa e digitale era comune almeno all’intera Europa.

Abbiamo riscontrato ampie possibilità di miglioramento per allineare la parte “front” del concessionario, quella a contatto con il cliente, e il “back”, la parte amministrativa.

Quindi quello che abbiamo visto è un forte disallineamento o comunque una forte possibilità di miglioramento tra tutto quello che è la parte front del concessionario, chi è a contatto con il cliente, e poi la parte amministrativa. Si creano ritardi e inefficienze, ma si dà anche al cliente un’esperienza poco fluida.

Andiamo quindi a risolvere delle problematiche amministrative del dealer, permettendogli di offrire una esperienza cliente più in linea con quella che ha in altri settori.

AG. E in che modo la PSD2 ha consentito di offrire qualcosa di nuovo per quanto riguarda i pagamenti?

MM. La PSD2 ci ha consentito di introdurre l’open banking all’interno del settore automotive, dando accesso a strumenti come i pagamenti account-to-account, che possiamo chiamare anche pay by bank. Il cliente finale può pagare così come oggi paga le bollette, dando al concessionario la certezza immediata dello stato del pagamento.

Questo ha fornito uno strumento aggiuntivo, certo e irrevocabile, permettendo ad esempio di ridurre i tempi di riconciliazione e di sblocco del veicolo.

AG. Nella vostra esperienza, rispetto alle aspettative sulla PSD2, quali sono stati i limiti di questa normativa e che cosa sperate dalla PSD3?

PP. La PSD2 è stata un primo passo, sicuramente importante, ma l’implementazione non è stata uniforme su tutti i diversi istituti bancari. Questo ha creato una certa frammentazione e, in alcuni casi, dei limiti di interoperabilità.

Dalla PSD3 ci aspettiamo un ulteriore passo in avanti verso un open finance maturo, con delle regole più armonizzate a livello europeo, una maggiore attenzione alla sicurezza e un accesso più facile anche per gli operatori fintech.

Un ecosistema più semplice, integrato e competitivo, in termini di costi e commissioni. Anche per i merchant: è chiaro che un’operazione di open banking ha costi diversi rispetto a un pagamento con carta, ma non è comunque gratuita.

AG. Quali nuovi servizi potreste offrire in futuro? E potreste replicare lo stesso modello anche in altri settori?

PP. Ce lo chiedono spesso ma no, siamo concentrati sul core business dell’automotive e continuiamo a investire. Ad esempio, introducendo l’intelligenza artificiale per fornire sempre più informazioni al concessionario.

In Italia vediamo una domanda molto chiara di maggiore flessibilità dei pagamenti.

Tra settembre e ottobre del 2025 abbiamo condotto una ricerca, insieme a Quintegia, intervistando 5mila clienti in uscita da un concessionario o da un’officina autorizzata. Oltre il 60% di loro ci ha detto che considera fondamentale avere pagamenti rateali o flessibili in concessionaria.

La PSD3 accelererà questa evoluzione, magari rendendo più semplice l'accesso ai dati e ai servizi finanziari e favorendo dei processi ancora più automatizzati e integrati. Noi potremo così offrire al dealer flussi di incasso e di riconciliazione ancora più fluidi, riducendo il carico operativo.

Nell’attuale contesto, i concessionari vedono la loro marginalità sempre più erosa. In un mercato senza prospettive di crescita dei ricavi nel breve periodo, occorre lavorare sui costi per ottenere degli utili. Per questo ci auguriamo che la PSD3 ci consentirà di supportare ancora di più i dealer nel ridurre il carico delle procedure amministrative e nel fornire migliori esperienze di pagamento alla clientela.

 

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