Altroconsumo ha lanciato una petizione e una raccolta di segnalazioni per contrastare la pratica, ancora incredibilmente diffusa, della discriminazione dell’IBAN.
Obiettivo è dimostrare alle Autorità competenti il livello di disservizi che la discriminazione provoca, chiedendo un pieno rispetto delle regole europee a tutela di cittadini e imprese.
La SEPA, come noto, prevede che bonifici, pagamenti e addebiti diretti in euro avvengano alle stesse condizioni in tutti i Paesi aderenti. L’articolo 9 stabilisce che non è possibile discriminare un conto in base al Paese in cui è situato e, quindi, al suo IBAN. Che inizi per IT, FR o LT, l’IBAN è sempre valido per ricevere un bonifico, lo stipendio o la pensione. Oppure per domiciliare le bollette, altro punto critico.
L’iniziativa di Altroconumo vuole dare voce a chi si è visto rifiutare un IBAN non italiano per ricevere o fare bonifici. Oppure, ha incontrato problemi per domiciliare pagamenti, stipendi o rimborsi.
Chiunque può aderire alla petizione gratuitamente, ma con registrazione obbligatoria, anche se non hanno subito un danno diretto dalla discriminazione.
Le segnalazioni raccolte saranno inoltrate alle Autorità, con l’obiettivo di contribuire ad eliminare barriere ancora presenti nel mercato europeo dei pagamenti.
L’iniziativa viene raccontata anche sugli account social di Altroconsumo con video esplicativi, interviste, sondaggi e caroselli.
Da febbraio al 1 aprile sono state quasi ottocento le persone che hanno aderito all’iniziativa, mentre circa settanta le segnalazioni effettuate tramite la piattaforma di Altroconsumo.
«La discriminazione dell'IBAN è illegale, ma è ancora molto diffusa. Molte persone non possono pagare una bolletta o ricevere lo stipendio o la pensione solo perché hanno un IBAN non italiano – commenta Anna Vizzari, Coordinatrice Public Affairs di Altroconsumo. Altre possono farlo, ma solo pagando commissioni non dovute. È una pratica che viola le regole europee, a cui serve opporsi anche con l’aiuto delle Autorità di mercato. Serve la collaborazione di tutti. Con questa petizione e raccolta di segnalazioni vogliamo rafforzare il peso dei disservizi che i cittadini ci raccontano presso le Autorità e chiedere che le regole europee vengano finalmente rispettate. Siamo anche convinti che parlarne aumenterà la consapevolezza dei cittadini su questa problematica e superare il problema ci aiuterà a migliorare la concorrenza nel mercato europeo dei pagamenti».