AideXa con Experian per trasformare la customer experience digitale delle imprese

aidexa experian x instant

Un servizio di instant lending per piccole imprese e partite IVA, che grazie all’open banking risponde a una richiesta di finanziamento in pochi minuti e, se la valutazione è positiva, eroga entro 48 ore. È la killer application di AideXa, la FinTech promossa da Roberto Nicastro e Federico Sforza.

Un finanziamento rapido, chiamato X Instant, che risponde alle esigenze delle imprese grazie a una migliore conoscenza dei dati e che fa leva, oltre che sull’apertura imposta dalla PSD2, sul patrimonio informativo di Experian. Abbiamo approfondito i dettagli del progetto e le potenzialità dell’open banking con Federico Sforza, CEO e co-fondatore di AideXa, e Armando Capone, Chief Commercial Officer di Experian Italia.

Domanda. Dottor Sforza, AideXa nasce per sviluppare un’offerta digitale per le piccole imprese, un segmento tradizionalmente vicino alle banche territoriali e alla filiale. Per queste aziende, come per tutta l’economia, l’ultimo anno è stato molto difficile.
Federico Sforza. In una situazione senza precedenti come quella della pandemia, le aziende hanno cercato di avere accesso al credito. Ma PMI e partita IVA hanno storicamente più difficoltà a ottenere finanziamenti. E questo soprattutto per due motivi: le istruttorie quasi infinite sono accompagnate da un’enorme mole documentale; e la risposta della banca arriva dopo tre o sei settimane. Invece agli imprenditori serve avere le somme richieste in pochi giorni, per tamponare il problema di liquidità.

A questo scenario si aggiunge anche un cortocircuito nell’assegnazione del merito creditizio: il bilancio, il documento più comune per la concessione di un prestito, nel 2020 è diventato obsoleto e inaffidabile, con interi settori costretti a ripensare i modelli di business. Già a ottobre 2020, con la seconda ondata pandemica, il bollettino BCE avvertiva di rischi crescenti di credit crunch. Da questo punto di vista, complice la garanzia statale del 100% sui prestiti fino a 25mila euro, l’Italia è in controtendenza rispetto all’Europa con un incremento a dicembre del 3,9% dei prestiti erogati. Facile però pensare che la situazione sia destinata a cambiare radicalmente.

D. In questo contesto difficile è arrivato il lancio di AideXa e del finanziamento X Instant. In che modo una valutazione del credito basata su open banking e svolta online può essere un vantaggio per gli imprenditori?
FS. Attraverso l’open banking siamo in grado di conoscere molto meglio l’impresa e di fare una valutazione molto più equa rispetto ai processi tradizionali. Diversamente dal bilancio, che guarda solo al passato, l’analisi dei flussi del conto corrente fatta grazie alla PSD2 permette di comprendere molto meglio quanto un’impresa sia in salute, evitando le storture create da cluster, categorizzazioni e dati contabili vecchi di oltre 12 mesi. Un ristorante che è riuscito a reinventarsi durante il lockdown, grazie al delivery o al takeaway e sfruttando piattaforme digitali, è profondamente diverso da uno che per mille motivi non lo ha fatto. L’open banking ci permette di capirlo immediatamente, senza che l’imprenditore debba produrre documenti per dimostrarlo. 

D. Su quale customer experience state puntando per conquistare le medie e soprattutto le piccole imprese?
FS. L’open banking è un cambiamento epocale che crea maggiore concorrenza e dà il via liberà alla realizzazione di nuovi servizi finanziari focalizzati sulle esigenze dei privati e delle PMI. Offre sicuramente un vantaggio in termini di costi. Ma c’è anche un secondo notevole vantaggio: quello dei tempi. L’analisi dei dati e l’intelligenza artificiale consentono di valutare il merito creditizio in tempo reale e di avere a disposizione la cifra richiesta entro 48 ore. Questo perché l’analisi dei dati e dei flussi di cassa permette di avere una comprensione più organica dello stato di salute della singola impresa rispetto ai dati di bilancio.

Armando Capone, Chief Commercial Officer di Experian Italia.

Domanda. Dottor Capone, X Instant fa leva anche sul vostro patrimonio informativo di dati, in che modo l’esperienza di AideXa può fornire ispirazione per ripensare la customer experience dei clienti impresa?
Armando Capone. L’accesso ai dati transazionali contenuti all’interno dei conti correnti permette di ridurre notevolmente i tempi di attesa e di semplificare il processo d’istruttoria, che spesso richiede all’imprenditore molto tempo per il reperimento della documentazione necessaria ad avviare la pratica. Con pochi click e in modo trasparente e istantaneo, il cliente può evitare di allegare una vasta quantità di documenti per certificare il proprio cashflow operativo, finanziario e d’investimento, e produrre KPI utili per permettere all’istituto finanziario di effettuare una valutazione immediata che spesso si traduce in una proposta di finanziamento nell’arco di poche ore. 

D. Dottor Sforza, il lancio del finanziamento X Instant riassume questa nuova filosofia: quali sono le caratteristiche di questo prodotto “open banking based” e che user experience offre agli imprenditori?
FS. Con X Instant siamo riusciti a rivoluzionare l’accesso al credito. Gli imprenditori che hanno richiesto questo finanziamento della durata di 12 mesi e rimborso mensile, rivolto a ditte individuali, società di persone e capitali con fatturato compreso tra i 100mila e i 10 milioni di euro, sono rimasti entusiasti. L’experience è una novità assoluta per il mercato italiano. Una volta inserita la partita IVA, AideXa pensa a tutto: recupera i dati necessari e l’imprenditore deve solo validarli senza produrre alcuna documentazione cartacea e, una volta associate le banche con cui l’impresa lavora, AideXa analizza in tempo reale il merito creditizio dell’azienda così da fornire immediatamente una proposta di finanziamento. Devo dire che questa velocità e semplicità ha colpito positivamente non pochi clienti.

 

D. Nella roadmap di AideXa, sin dalla prima conferenza stampa di presentazione, c’è l’intenzione di diventare banca. In quali ambiti state lavorando per un’offerta “open”, appunto semplice e istantanea?
FS. Stiamo lavorando con l’obiettivo di ottenere le autorizzazioni per operare come banca nel corso del 2021 e diventare così la prima banca FinTech in Italia dedicata alle piccole imprese e partite IVA. L’offerta di prodotti finanziari dedicati alle PMI si allargherà anche al conto, ovviamente puntando sulla stessa customer experience del finanziamento X Instant.

D. Le piccole imprese si affidano spesso a banche del territorio per contare su un rapporto diretto e personale con la banca. In cui comunicare anche aspetti qualitativi che non sempre sono intercettati dai processi di valutazione della banca. Come si portano questi aspetti qualitativi e relazionali in un servizio digitale?
FS. Per noi la relazione con l’imprenditore è fondamentale tanto quanto garantire un’esperienza semplice e immediata: come mi piace ripetere siamo persone prima di aziende. Ormai la distinzione tra fisico e digitale non ha più senso. L’imprenditore, come tutti, vuole i benefici di entrambi: vuole evitare di dover prendere un appuntamento, prendere la macchina, fare la coda in filiale e portarsi lo zaino stracolmo di documenti, ma vuole comunque avere un professionista con cui confrontarsi se necessario. Proprio per questo motivo le imprese che richiedono un finanziamento con noi possono essere accompagnate passo passo da uno dei nostri business banker per poter garantire un’experience fully digital ma che mantenga quel rapporto diretto che ha un grande valore per molti imprenditori.

 

Domanda. Dottor Capone, a proposito di questo legame storico tra piccole imprese e banche del territorio per costruire un rapporto diretto, in che modo automazione e open banking permettono di portare sul digitale anche le informazioni più qualitative e gli aspetti soft della relazione?
AC. Naturalmente il rapporto diretto ha i suoi vantaggi, ma occorre che l’imprenditore sia ben preparato e provvisto di tutta la documentazione necessaria per richiedere il finanziamento ed è inevitabile che ci possa essere un giudizio soggettivo da parte dell’addetto della banca che potrebbe incidere negativamente sull’esito finale.

Se un flusso di instant lending è progettato con un canale di acquisizione user friendly e dotato di strumenti di supporto efficaci e intuitivi, come le FAQ o una live chat, l’imprenditore può beneficiare di un’esperienza persino migliore rispetto a quella diretta ed eliminare le difficoltà dovute alla burocrazia. Basti pensare che, grazie alla PSD2, è possibile produrre oltre 12 mesi di storico transazionale aggregando tutti i conti correnti e fornire informazioni puntuali e precise che vengono strutturate e classificate con un sofisticato motore di categorizzazione basato sul machine learning in grado di garantire l’equità della valutazione.

Inoltre, i dati transazionali portano benefici anche agli imprenditori, perché, ad esempio, permettono agli istituti finanziari di proporre il prodotto più adeguato e stimare automaticamente il miglior giorno in cui richiedere il pagamento della rata. Poter accedere direttamente ai dati di conto corrente consente una semplicità e tempestività delle operazioni, solitamente associate al rapporto diretto, ma con la garanzia di una totale trasparenza. 

Domanda. Dal punto di vista di Experian, come si può innovare la customer experience del cliente impresa, grazie all’open banking?
AC. Uno dei fronti con più ampio margine di miglioramento per la customer experience è sicuramente la comprensione dei bisogni e delle necessità del cliente. L’open banking, per esempio, consente un’analisi precisa e dettagliata delle transazioni e dei cashflow, fornendo alla banca tutti i dati per comprendere al meglio le esigenze dell’azienda. Così facendo, potranno essere create e formalizzate offerte ancor più personalizzate sia per caratteristiche sia per pricing, che possono portare da un lato a una maggiore soddisfazione del cliente stesso, dall’altro a un tasso di successo superiore quando si parla ad esempio di offerte integrative o aggiuntive.

Domanda. Dottor Capone, a che punto di maturità ritiene siano arrivati l’open banking italiano e i diversi player dell’ecosistema?
AC. Dal 14 settembre 2019, data di entrata in vigore della PSD2 in Europa, sono stati fatti grandi progressi e il 90% delle banche Italiane dichiara di aver predisposto le API previste dalla direttiva. La Banca d’Italia ha concesso la licenza AISP e/o PISP a 10 TPP (Third Party Provider), mentre oltre 120 sono le realtà che possono operare nel nostro Paese con una licenza ottenuta in Europa grazie al “passport”. Le chiamate alle API bancarie delle banche italiane sono state fino a oggi superiori a 40 milioni, con un incremento crescente nel tempo. Parallelamente, è cresciuta anche la consapevolezza degli utenti che mostrano buona disponibilità a concedere l’accesso ai propri conti. Naturalmente ci sono margini di miglioramento specie per ciò che riguarda la standardizzazione delle API, la quantità di dati trasmessi e alcune difficoltà tecniche che, in alcuni casi, limitano l’efficacia di specifici casi d’uso. Confidiamo nella crescita dell’ecosistema che sta nascendo attorno all’open banking e negli sforzi dell’EBA (European Banking Authority) che, con le sue raccomandazioni, opera per sollecitare gli organi di vigilanza affinché impongano la rimozione degli ostacoli ancora esistenti che limitano la piena realizzazione della PSD2.

Domanda. Negli ultimi anni, convegni e analisi sulla PSD2 hanno dato molta attenzione al cliente retail privato. Forse il potenziale dell’open banking sul segmento PMI, finora, è stato un po’ sottovalutato?
AC. Che le banche si siano concentrate finora soprattutto sul segmento retail nella loro implementazione di servizi basati sull’open banking è un dato di fatto, anche se non mancano esempi virtuosi di servizi indirizzati prettamente al mondo delle imprese, in particolare alle PMI. Probabilmente le organizzazioni bancarie, soprattutto quelle più tradizionali, hanno pensato di puntare prima sulla clientela retail per una maggiore semplicità delle applicazioni, o perché è quella che garantisce riscontri più rapidi. Noi riteniamo però che le PMI abbiamo tutto da guadagnare da una più estesa implementazione di servizi basati sull’open banking, in tema di tempestività e di trasparenza, valori sempre più importanti nello scenario economico attuale.

La nostra partnership con AideXa va proprio in questa direzione, quella di mettere uno strumento importante come l’open banking al servizio di chi storicamente rappresenta l’anima economica del nostro paese. Il digital lending è solo uno degli strumenti che permettono in modo quanto mai concreto alle aziende di programmare la loro crescita. In mercati più avanzati rispetto al nostro, come il Regno Unito con i suoi 18 mesi di vantaggio, abbiamo già visto fiorire una serie di servizi diversi e sempre più personalizzati che, senza troppi dubbi, vedremo arrivare anche da noi nel corso del tempo.

 

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