Pagare per tenere i soldi nel conto corrente. Il tasso negativo è il nuovo spauracchio dei consumatori, in uno scenario a rendimento zero in cui la liquidità interessa sempre meno.

La banca Raiffeisen Gmund, in un piccolo centro bavarese, chiede ai clienti un compenso dello 0,40% per il deposito di cifre oltre i 100mila euro. Il debutto del tasso negativo (che corrisponde a quanto le banche Euro pagano alla BCE per i depositi overnight) ha conquistato l’attenzione dei mezzi di comunicazione, per quanto sonnecchianti in agosto.
Il tasso negativo dovrebbe essere limitato alle grandi somme, proprio per stimolare un indirizzamento della liquidità verso forme di investimento. Già dal 2014 la tedesca Skatbank ha previsto un tasso negativo per i depositi superiori a 500mila euro. Ed è probabile che altre banche seguiranno.
Anche in Svizzera Harald Nedwed, Direttore Generale di Banca Migros, in una intervista a Le Temps non ha escluso l’applicazione di tassi negativi ai conti correnti dei clienti privati: molto dipenderà dalle decisioni dalla Banca Nazionale Svizzera. Il tasso negativo potrebbe scattare al superamento della soglia di 100mila franchi.
Intanto in Germania Postbank ha limitato i conti correnti “a costo zero” ai giovani sotto i 22 anni e a chi ha incassi mensili per almeno 3mila euro. La liquidità non piace davvero più.
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