Il 2014 potrebbe essere l’anno della consacrazione delle unit linked. L’aumento dal 12,5% al 20% dell’aliquota sulle rendite finanziarie avvenuto a gennaio 2012 ha consolidato l’immagine delle unit come prodotti di investimento e il trend positivo è proseguito anche l’anno seguente. Se il recente passato, dunque, è stato roseo, oggi, con le rendite finanziarie tassate al 26%, sempre più imprenditori potrebbero proseguire a mostrare interesse verso questo strumento assicurativo-finanziario.
E' questa la riflessione condotta da Enzo Furfaro, Amministratore Delegato di Skandia Vita, divisione italiana del Gruppo Old Mutual specializzata nel segmento delle unit linked. Più nel dettaglio, a fine dicembre 2012, le unit avevano raccolto 13 miliardi di euro, sorpassando i 9 miliardi di fine 2011 e, nel 2013, queste polizze hanno raggiunto i 18 miliardi di euro di raccolta (dati, IAMA Consulting).
Con la tassazione sugli interessi derivanti da conti deposito, conti correnti, conti postali, obbligazioni e titoli similari e sulle plusvalenze di azioni, obbligazioni e fondi di investimento salita al 26%, bisogna solo rimanere a guardare per capire se il 2014 potrà ancora favorire le unit linked. «Il raddoppio, in soli due anni e mezzo, della ritenuta fiscale sulle rendite finanziarie – spiega Enzo Furfaro, Amministratore Delegato di Skandia Vita – certamente porterà ancora nuova linfa a questa tipologia di polizze. Con questi ultimi aumenti, le unit linked si confermeranno strumenti interessanti per i clienti e per i loro differenti bisogni: un esempio possono essere i titolari d’imprese familiari alle prese con il passaggio generazionale che potrebbero guardare con favore alle unit per la loro capacità di coniugare investimenti finanziari e pianificazione successoria in un regime fiscale favorevole».