Un mercato secondario per le posizioni in sofferenza. Il marketplace targato Sydema, e realizzato in collaborazione con Mangrovia, prenderà il via in autunno.

Serve un mercato secondario per gli NPL. Perché se le banche, negli ultimi anni, hanno effettuato uno sforzo importante nel deleverage delle loro esposizioni non-performing, le posizioni in sofferenza/problematiche appartengono ora ad altri operatori, che sono alla ricerca di liquidità e di soluzioni per valorizzare i portafogli che hanno acquisito. «Nel mercato degli NPL è finito un ciclo – afferma Bruno Bianchi, Direttore Area Tecnica di Sydema – con lo spostamento di una mole importante di crediti in sofferenza dalle banche ad altri operatori specializzati. Se il mercato primario si sta consolidando, prevediamo uno sviluppo di quello secondario proprio per permettere a banche e operatori specializzati di rendere il mercato più liquido e trasparente e incentivare la compravendita. Anche le autorità europee guardano con favore a soluzioni di questo tipo».
La scelta della blockchain
In Sydema nasce l’idea, circa un anno fa, di sviluppare non solo un marketplace per il mercato secondario, ma di dargli una marcia in più rispetto alle altre piattaforme. «Volevamo un marketplace indipendente, non legato a player che sono al contempo anche detentori di posizioni deteriorate – conferma Bianchi –, ma in cui invece ogni soggetto potesse operare in autonomia, in un ambiente trasparente ed efficiente. Abbiamo quindi cercato un partner di eccellenza per implementare una soluzione basata su blockchain».
La blockchain è distintiva…
E qui entra in scena Mangrovia, system integrator con cui Sydema entra in contatto grazie alla partnership con Oracle. Mangrovia nasce formalmente a giugno 2018, forte di una esperienza pregressa cominciata nel 2015 in ambito blockchain registrando le informazioni relative allo scambio energetico tra Prosumer (produttori e consumatori di energia). «La blockchain – afferma Daniele Morisco, Direttore Generale di Mangrovia Blockchain Solutions – permette al marketplace di Sydema di distinguersi sul mercato in modo importante. Risolve infatti alcune criticità di altre piattaforme per quanto riguarda le informazioni, aumentando la trasparenza, l’efficienza e di conseguenza riducendo il gap informativo a vantaggio sia del venditore sia dell’acquirente. Entrambi avranno infatti la possibilità di stimare correttamente le posizioni in vendita e di ridurre il gap nel pricing».
… e abilita un modello nuovo
La scelta della blockchain non è un elemento glam per rendere più notiziabile la piattaforma con una tecnologia alla moda, ma è funzionale agli obiettivi della piattaforma stessa. Che sfrutta proprio quei vantaggi che vengono riconosciuti alla blockchain in termini di trasparenza e decentralizzazione. «Le caratteristiche della blockchain – conferma Bianchi – forniscono il vero valore aggiunto. Indipendenza, immodificabilità, tracciabilità: abbiamo collaborato con una realtà specializzata come Mangrovia per configurare perfettamente la blockchain in modo da avere un prodotto di assoluta qualità e funzionalità». «Il vantaggio della blockchain in questo ambito è clamoroso – aggiunge Morisco – perché consente di archiviare e approvare le informazioni in maniera immodificabile, senza la presenza di un soggetto terzo o di un’autorità centrale. Nel marketplace la vendita e l’acquisto delle esposizioni avviene in piena trasparenza: ogni informazione e ogni transazione sono registrate con un timestamp, che costituisce prova legale che tale documento/informazione esisteva in tale momento, con tutti gli effetti giuridici conseguenti del caso, tra cui l’ammissibilità di tale prova in procedimenti giudiziali».
Processo di valutazione convidiso
La correttezza delle informazioni in piattaforma è garantita a due livelli. «Il primo è normativo – precisa Bianchi – perché al marketplace hanno accesso, almeno in una prima fase, gli operatori professionali iscritti agli Albi di Banca d’Italia, quindi imprese creditizie ed ex 106. L’operatore che vende una posizione ha l’interesse a fornire il maggiore dettaglio possibile di informazioni perché l’acquirente possa saggiare il portafoglio e valutarne correttamente il pricing. Il secondo livello si basa su uno strumento che abbiamo collegato al marketplace, cioè un client di due diligence realizzato da Sydema, che garantisce che il venditore e l’acquirente condividano lo stesso processo di valutazione del portafoglio: il venditore e l’acquirente possono comunicare in un ambiente omogeneo, scambiandosi informazioni e arricchendole. Sarebbe anche possibile, se necessario, fornire al Regolatore un nodo di sola lettura per avere accesso a tutte le informazioni per qualunque verifica».
Valutare gli NPL in logica industriale
Dal punto di vista del business, le opportunità sono molteplici. Se sino ad oggi i grandi volumi delle operazioni effettuate hanno impedito, o reso molto costosa, l’attività di cherry picking, «un domani gli operatori, anche in base alla normativa, potranno valutare specifici asset estraendoli dai portafogli per valorizzarli nel modo migliore – commenta Morisco. «Infatti nel marzo di quest’anno la Comunità Europea ha adottato una direttiva che rimuove gli ostacoli per il trasferimento degli NPL dalle banche agli intermediari non creditizi, il cui obiettivo inoltre è semplificare e armonizzare le autorizzazioni regolamentari per i servicer in tutta l’Europa. Con un mercato secondario efficiente una posizione non performing entra in una logica industriale: pensiamo a nicchie di mercato come i materiali agricoli o gli impianti di produzione di energia rinnovabile. Un operatore specializzato potrà valorizzare al meglio gli asset, consentendo un rientro del credito maggiore per le banche con conseguenti benefici per tutto il sistema». Conclude Morisco
L’opzione internazionale
Entro giugno 2020 sono previste le prime transazioni dei clienti aderenti alla piattaforma. Che, per le sue caratteristiche tecnologiche, si presta anche all’internazionalizzazione. «Il mercato italiano, con 98 miliardi di volumi nel 2018, è sicuramente tra i più importanti – conclude Bianchi. Ma l’omogeneità delle regole in Unione Europa rende concreta la possibilità di portare il marketplace in Paesi ad alto potenziale come Germania, Spagna o Portogallo».