SCA. Cosa accadrà nell’e-commerce?

L’abbandono del carrello è dietro l’angolo. Soprattutto con l’introduzione della Strong Customer Authentication (SCA), che andrà a penalizzare l’e-commerce europeo: le piattaforme online rischiano di dire addio a oltre 57 miliardi di euro di guadagni in un anno se non troveranno il giusto equilibrio tra user experience e sicurezza.

SCA Stripe

La SCA al via dal 14 settembre

A lanciare il campanello di allarme è Stripe che, ha intervistato, insieme a 451 Research, 500 professionisti dei pagamenti e mille utenti tra UK, Francia, Germania, Olanda e Spagna. La Strong Customer Authentication entra in vigore il 14 settembre 2019 e prevede per i consumatori due o più sistemi di autenticazione: qualcosa che si conosce (ad esempio un PIN o la password personale), qualcosa che si possiede (come un OTP mobile) e qualcosa di univoco e inerente (come ad esempio l’impronta digitale). Più passaggi, che potrebbero scoraggiare gli internauti e che obbliga quindi il mondo dell’e-commerce a elaborare alla svelta strategie adeguate.

Preparate solo 4 aziende su 10

Al momento appena il 40% delle aziende intervistate si dice pronto a soddisfare i requisiti della SCA prima del 14 settembre. Mentre il 44% sa che si ridurrà al “last minute”, o meglio al giorno della scadenza. Va peggio tra le piccole imprese, come quelle con meno di 100 dipendenti: 3 su 5 non hanno familiarità con la SCA e non prevedono di adeguarsi in tempo. I grandi player (più di 5mila dipendenti) invece sono messi meglio: solo uno 1 su 25 addetti ai pagamenti non conosce la SCA.

Come prepararsi alla SCA? Dalle esenzioni…

Ma esattamente cosa significa essere pronti per la SCA? Prima di tutto occorre saper sfruttare al meglio il meccanismo delle esenzioni. Per le transazioni sotto i 30 euro infatti non è richiesta altra misura di sicurezza. Ma la SCA si applica dopo cinque transazioni sotto i 30 euro, o comunque quando il valore totale raggiunge i 100 euro. Un procedimento complesso, che molte aziende stanno sottovalutando: il 50% ha in piano di gestire tutte le esenzioni internamente ma ignora le difficoltà di questa sfida.

…al 3D Secure 2

In vista della SCA, serve poi integrare la versione più recente del 3D Secure, conosciuto anche come Verified by Visa o Mastercard Secure Code. Anche se oggi una attività online su quattro non è ancora a conoscenza del nuovo sistema e, semmai, lo implementerà solo dopo la scadenza di settembre.

Occhio al tasso di abbandono del carrello

Ecco quindi perché la «SCA decreterà il successo o il fallimento delle imprese online», come afferma Guillaume Princen, manager a capo dell’Europa continentale di Stripe. Il rischio è infatti che, di fronte a un pagamento concepito come più difficoltoso (benché più sicuro), il consumatore abbandoni il carrello. Già oggi solo il 47% degli internauti considera i pagamenti online “molto semplici”. E oltre la metà degli insoddisfatti dall’esperienza di pagamento finisce per comprare da player concorrenti.

La biometria? Più sicura ma non piace

Per di più, il 73% di chi fa acquisti online sa poco e niente della SCA e di come cambierà il checkout. E non sembra neanche apprezzare i nuovi sistemi di autenticazione. Come la biometria, utilizzata solo dal 26% del campione, nonostante sia percepita come più sicura dal 43% dei consumatori. All’impronta digitale o al riconoscimento facciale si preferiscono piuttosto i “vecchi” codici di accesso via SMS (apprezzati dal 54% degli intervistati).

 

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