
Stripe per i pagamenti di 135 Paesi
Le funzioni per il check-out targate Stripe sono pensate sia per i dispositivi mobile sia per il desktop. L’interfaccia è inoltre tutta in italiano e supporta i più diffusi sistemi di pagamento utilizzati nei 135 Paesi che già utilizzano il servizio (compresi bonifici SEPA, Sofort, Alipay ed Apple Pay).
La sfida: ottimizzare il tasso di conversione
L’obiettivo è offrire a esercenti grandi e piccoli una esperienza di pagamento più semplice, integrata e senza reindirizzamento a pagine di operatori terzi. Secondo Stripe, del resto, ben l’80% dei 100 siti di e-commerce italiani più noti non accetta pagamenti in modo ottimale. Con un conseguente limite nel tasso di conversione degli acquisti.
Stripe, la scelta dei big dell’hi-tech
Stripe, fondata a San Francisco nel 2011, è ora, secondo le stime di Barclays, una società da 20 miliardi di dollari. Non è un caso se oltre l'80% degli americani che ha fatto un acquisto online nel 2018 è passato dall'infrastruttura di Stripe. Tanto da essere stata scelta da big dell’hi-tech come Kickstarter, Facebook, Booking e Uber. E in Italia (ma qui parliamo della versione beta) da Leroy Merlin, Musement e Arduino.
Gli altri software Stripe
Insieme alla soluzione per l’accettazione dei pagamenti, il software CheckOut, Stripe porta in Italia anche un mix di altri servizi. Tra questi troviamo Connect, piattaforma dedicata ai marketplace; Billing, per la fatturazione delle imprese che offrono servizi SaaS e piani di abbonamento; e Radar, strumento per la cybersecurity che sfrutta il machine learning.