Conviene davvero sponsorizzare le Olimpiadi? E’ la domanda che si sono posti gli analisti di Saxo Bank, declinandola sia dal punto di vista del bilancio aziendale sia da quello (conseguente) degli investitori, in base ai dati relativi alle passate edizioni. E con un occhio anche ai Campionati Europei di calcio
Sponsorizzare le Olimpiadi può rivelarsi una buona mossa: almeno nel breve periodo, e non per tutte le aziende. E’ la conclusione dell’analisi condotta da Saxo Bank sui risultati conseguiti dalle azioni delle aziende che tra il 1988 e il 2008 hanno sponsorizzato i Giochi Olimpici. I tre sponsor storici delle Olimpiadi, cioè Coca-Cola, McDonald’s e Panasonic hanno ottenuto ritorni positivi (ribadiamo: sul prezzo delle azioni) rispettivamente in 4 casi su 6 (per Coca-Cola e McDonald’s) e in 2 casi su 6 (Panasonic). Questo, però, solo nel breve termine, mentre i risultati tendono a diventare meno rilevanti nel lungo termine.
Guardando solo a Coca-Cola e McDonald’s, si nota invece che le aziende storicamente più vicine alle Olimpiadi sostengono spese importanti, con costi diretti in bilancio, ma ottengono vantaggi l’anno successivo, quando le spese pubblicitarie si riducono ma gli effetti positivi della sponsorizzazione no.
E allora, sponsorizzare conviene? Se aziende di questo livello decidono di investire 50 milioni di dollari, una qualche ragione ci sarà. Gli analisti di Saxo Bank inquadrano in particolare motivazioni legate al marketing strategico: tenere lontani i competitor da un evento che dona enorme visibilità ed espandersi in mercati inesplorati. Non a caso Coca-Cola, McDonald’s e, guardando a Londra 2012, Visa Europe, hanno rivali diretti a livello mondiale (non ci sarebbe bisogno di dirlo, ma in primis Pepsi, Burger King –ma non solo- e ovviamente MasterCard). E aziende come Johnson&Johnson o Lenovo hanno sponsorizzato le Olimpiadi di Pechino guardando al mercato cinese, non rinnovando invece la partnership per un mercato maturo come quello europeo nel caso delle Olimpiadi 2012.
Guardando solo a Coca-Cola e McDonald’s, si nota invece che le aziende storicamente più vicine alle Olimpiadi sostengono spese importanti, con costi diretti in bilancio, ma ottengono vantaggi l’anno successivo, quando le spese pubblicitarie si riducono ma gli effetti positivi della sponsorizzazione no.
E allora, sponsorizzare conviene? Se aziende di questo livello decidono di investire 50 milioni di dollari, una qualche ragione ci sarà. Gli analisti di Saxo Bank inquadrano in particolare motivazioni legate al marketing strategico: tenere lontani i competitor da un evento che dona enorme visibilità ed espandersi in mercati inesplorati. Non a caso Coca-Cola, McDonald’s e, guardando a Londra 2012, Visa Europe, hanno rivali diretti a livello mondiale (non ci sarebbe bisogno di dirlo, ma in primis Pepsi, Burger King –ma non solo- e ovviamente MasterCard). E aziende come Johnson&Johnson o Lenovo hanno sponsorizzato le Olimpiadi di Pechino guardando al mercato cinese, non rinnovando invece la partnership per un mercato maturo come quello europeo nel caso delle Olimpiadi 2012.