Plastica in mare. Se il Finance unisce le forze

Ridurre i rifiuti plastici si può. Ne è convinto il WWF, che ha dimostrato come il solo bando del monouso toglierebbe di mezzo il 57% della plastica a livello globale. Tanto che alcune società finanziarie, come Sky Ocean Ventures e Ambienta Sgr, si sono già attivate verso questa direzione.

Sky Ocean con Ambienta Sgr contro la plastica

Il fondo del Gruppo Sky, che investe in startup e imprese attive nella lotta alla plastica in mare, collaborerà infatti con la società di gestione del risparmio alla ricerca dei progetti più attivi nella lotta ai rifiuti plastici. O almeno nel contrasto alla plastica monouso, cioè la cosiddetta plastica usa e getta. Ambienta Sgr metterà in campo le proprie metodologie per misurare l'impatto ambientale (EIA, Environmental Impact Analysis) e per integrare i criteri ESG (Environmental, Social e Governance) nella selezione delle imprese. In questo modo Sky Ocean Ventures potrà investire nelle migliori aziende impegnate nella produzione o nell’utilizzo ecosostenibili della plastica.

Plastica wwf

Robeco e la plastica monouso

La plastica monouso è stata anche di recente inserita tra i temi di engagement di Robeco per il 2019: attraverso il team di Active Ownership, la società affronterà infatti la questione sia con i produttori di generi alimentari e bevande sia con le aziende produttrici di materie plastiche. L'obiettivo è guidare il settore verso un modello di economia circolare, attento alla gestione dell’innovazione, al riciclo e all’armonizzazione della plastica. Inoltre Robeco è membro della Plastic Solutions Investor Alliance e ha sottoscritto l’iniziativa dell’ex-velista Ellen MacArthur, che punta al passaggio a un’economia circolare.

Bottiglie blu con plastica riciclata 

Tra le aziende che si sono già attivate contro gli sprechi della plastica troviamo Parmalat. Da marzo 2019 infatti tutte le bottiglie blu firmate Parmalat sono realizzate con il 50% di plastica riciclata, il massimo consentito dalla legge per i prodotti alimentari, permettendo così un risparmio all’anno pari a circa 600 tonnellate di nuova plastica. Si tratta del processo “bottle to bottle”. L’Università di Parma, attraverso un’analisi LCA (Life Cycle Assessment), che valuta l’impatto ambientale di un prodotto o di un servizio, ha confermato la natura ecosostenibile delle nuove bottiglie blu, che consentono anche di risparmiare in un anno circa 18mila m3 di acqua.

Meno rifiuti plastici, più opportunità nella circular economy

L’accordo tra Sky Ocean Ventures e Ambienta Sgr, così come l'inziativa di Robeco e quella di Parmalat, sono in linea con gli obiettivi al 2030 fissati dal WWF. Che ha messo nero su bianco come il bando della plastica usa e getta potrebbe ridurre la domanda di plastica del 40% nei prossimi 11 anni, ma anche creare oltre 1 milione di nuovi posti di lavoro nella filiera del riciclo e nella rilavorazione dei materiali plastici.

Un terzo dei rifiuti dispersi in natura

I numeri sulla plastica hanno del resto raggiunto cifre record: come stima il WWF, sono 396 milioni le tonnellate di plastica vergine prodotte su scala globale ogni anno e di queste circa 100 milioni di tonnellate (pari a un terzo dei rifiuti plastici prodotti) vengono disperse in natura. Questo anche perché in media ogni italiano produce ogni 5 giorni 1 chilo di rifiuti plastici.

Mari vittima della plastica

E il quadro potrebbe ancora peggiorare: senza alcun intervento, entro il 2030 l’inquinamento da plastica non farà che raddoppiare e i mari saranno sempre più colpiti. Già oggi ammonta a 8 miliardi di dollari il costo annuale degli effetti negativi diretti su pesca, commercio marittimo, turismo e sugli ecosistemi marini.

 

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