Il recupero del credito è una questione di metodo

Sergio Bommarito, Presidente del CdA di Fire

Pensiero trasparente, azione snella: questo il motto del Lean Thinking di Fire, che razionalizza i processi, valorizza le risorse, migliora la qualità del servizio al cliente.

Nella catena della gestione del credito di privati e famiglie, la società di recupero è l’anello estremo, che si salda agli altri nel momento in cui il consumatore non riesce più a onorare il dovuto. Le cause possono essere diverse: un ritardo, una criticità momentanea, una svista o, a volte, un problema più consistente, la cui risoluzione richiede processi e soluzioni adeguate. In questo scenario, un intervento lineare, trasparente - lean - può essere la giusta azione da intraprendere in un contesto che circostanze di difficoltà economica, più o meno compromesse, rischiano di deteriorare.

Una nuova cultura organizzativa

«Il nostro obiettivo è assicurare il recupero attraverso la sostenibilità del debito. Un risultato che oggi raggiungiamo in maniera innovativa facendo leva sulla filosofia del lean thinking. Da cinque anni a questa parte, l’applicazione di questa metodologia ci ha permesso di mappare e razionalizzare i processi interni, rimodellando l’approccio culturale dell’azienda e il suo intero assetto organizzativo. Una scelta importante, anche a livello di mercato, nella consapevolezza del valore che i processi e la cultura aziendale hanno sui nostri clienti». A parlare è Sergio Bommarito, Presidente del CdA di Fire, azienda attiva da molti anni nel credit management con una competenza specialistica nella gestione stragiudiziale e giudiziale su tutta la filiera, dal primo mancato pagamento all’azione legale sul credito deteriorato.

Più competenze, miglior qualità

“Pensiero trasparente, azione snella”: il payoff della società, “We think clean, we act lean”, sottolinea il legame tra la riorganizzazione dei processi e l’efficacia dell’intervento di recupero. Spiega ancora Bommarito: «la metodologia lean, nata in ambito produttivo negli stabilimenti del colosso automobilistico giapponese Toyota, elimina gli sprechi e valorizza l’utilizzo delle risorse attraverso un aumento delle competenze, per migliorare l’efficienza e incrementare la qualità del servizio al cliente». Un modello adeguato a un’azienda che da anni cresce in un mercato i cui volumi sono aumentati in misura consistente, sia per effetto della maggior complessità dei singoli casi, sia per l’incremento del loro numero.

Efficienza dei processi, ma al centro c’è il cliente

«La cultura organizzativa del lean thinking pone l’accento su due elementi: la centralità del cliente e l’efficienza del processo. Il debitore è considerato un cliente a tutti gli effetti e i nostri consulenti, che siano telefonici, domiciliari o legali, sono chiamati a identificare per ciascun interlocutore le soluzioni più adatte, grazie alle competenze maturate in una formazione costante. Nell’approccio qualitativo orientato al cliente, ogni procedura è adeguata a best practice precedentemente individuate e applicate sistematicamente. Dopo aver identificato il modo migliore per trattare ciascuna situazione, dalla più semplice alla più complessa, abbiamo trasformato la procedura in uno standard, applicando davvero il lean thinking al mercato del credit management italiano».
 

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