Poste Italiane va verso la quotazione in Borsa (il CdA ha dato il via libera all’IPO) con una relazione semestrale 2015 da 435 milioni di euro di utile, quasi il doppio dei 222 milioni di metà 2014. Crescita frutto dei due comparti con il segno positivo: l’assicurativo e il finanziario.
In rosso i servizi postali
Calano, e non poco, i ricavi derivanti dalle attività “postali” di Poste: -6,5% per i ricavi per corrispondenza (comunque pari a 1,9 miliardi), legato proprio al calo dei volumi delle spedizioni (-11,8%) pur con il comparto pacchi in controtendenza (+4,4%). Il fatto è che i servizi postali e commerciali sono in perdita operativa di 89 milioni (e un anno fa erano “solo” 36).
Oltre 14 miliardi assicurativo e finanziario
Mentre il comparto assicurativo segna ricavi per 11,2 miliardi (+10,9%) e quello finanziario per 2,9. La società guidata da Francesco Caio si prepara all’IPO con il varo del nuovo statuto e con le modifiche al regolamento del Patrimonio Destinato BancoPosta per adeguarsi alla Disposizioni di Vigilanza di Banca d’Italia. Con l’IPO, entro fine anno (ma più verosimilmente già a fine ottobre), si prevede una quotazione di massimo il 40% di Poste Italiane, per un controvalore stimato in circa 4 miliardi di euro. La soglia di possesso azionario è stata fissata al 5% da parte del Ministero dell'Economia e delle Finanze.