Un lending marketplace con licenza bancaria. Younited Credit è già attivo in Italia da alcune settimane e punta a replicare il successo che i “prestiti P2P” hanno ottenuto in altri Paesi, aprendosi anche agli investitori istituzionali.
Nato in Francia nel 2011
L’azienda nasce in realtà in Francia nel 2011 con il brand Prêt d’Union (è comunque in corso un rebranding anche in madrepatria, visti i progetti di internazionalizzazione) dall’iniziativa di tre giovani, sorpresi dal notevole gap tra il TAEG dei prestiti personali e i tassi di remunerazione dei loro depositi bancari. Come per altri lending marketplace, l’idea era semplice: mettere in contatto le persone alla ricerca di un finanziamento con altre che hanno dei risparmi da investire. Offrendo a entrambi un tasso più vantaggioso.
Legame con l’economia reale
Younited Credit si rivolge così alle persone fisiche tra i 27 e i 75 anni. I requisiti sono, ovviamente, la capacità di poter rimborsare il pagamento (YC si avvale di primari servizi di scoring come Crif ed Experian) e presentarsi con un progetto preciso e definito. E questo è certamente un elemento interessante, che vuole da un lato raccontare al potenziale investitore che cosa ne sarà dei suoi soldi, dall’altro mantenere un legame forte con l’economia reale. Un approccio trasparente che ha portato la casa madre francese a presentare giornalmente una reportistica su che cosa viene finanziato dai soldi degli investitori.
300 milioni di erogato nel 2015
In Francia, Younited Credit ha erogato nel 2015 prestiti per 300 milioni di euro a 33mila richiedenti: a marzo 2016 l’erogato mensile ha toccato i 17 milioni di euro. Il lancio in Italia precede di qualche mese quello in Spagna ed è quindi il primo passo del processo di internazionalizzazione, finanziato dall’ingresso lo scorso giugno del fondo Eurazeo nel capitale sociale.
Italia: potenziale inespresso?
In Italia, il peso dell’online per i prestiti personali resta tutto sommato marginale: i dati Assofin parlano di un 6% di prestiti personali che “nasce” sul web e la quota di mercato delle piattaforme è a malapena dello 0,1%. Bisogna chiedersi se sia un semplice ritardo culturale destinato a essere superare, oppure una mancanza del sistema di offerta, o ancora un elemento strutturale (l’importanza del rapporto personale) destinato a durare. Il potenziale dell’online, comunque, c’è: il 70% di chi accende un prestito personale usa il web per informarsi sul prodotto, cercando consigli o anche solo la filiale più vicina delle società di credito al consumo. Il 34% utilizza i comparatori per farsi una idea delle condizioni applicate.
Le condizioni economiche
Nelle prime settimane di presenza in Italia, Younited Credit ha siglato accordi con Facile.it e Prestiamoci.it e ha creato una primissima base di clienti, per un ticket medio di 8.500 euro. Le somme finanziabili vanno dai 3mila ai 40mila euro: le spese prevedono una sola fee iniziale, senza costi ricorrenti e senza spese di incasso delle rate. Anche le imposte di bollo sono a carico di Younited Credit, almeno nella prima fase. Il TAEG parte del 5,64%.
Da fine 2016 aperto agli investitori
La licenza bancaria consentirà a Younited Credit di aprirsi anche agli investitori istituzionali e di finanziare in proprio i progetti. L’apertura della piattaforma agli investitori è infatti prevista per fine 2016, non prima. «Vogliamo presentarci al mercato con qualche mese di attività alle spalle – commenta Tommaso Gamaleri, CEO di Younited Credit Italia con un passato nella compagnia diretta ConTe.it – e nei prossimi mesi lavoreremo a una nuova release del sito». In cantiere anche una user experience paperless e completamente digitale: al momento, il cliente può inviare via email i propri documenti personali ma deve comunque stampare il contratto cartaceo, firmarlo e inviarlo via posta. L’obiettivo dichiarato è digitalizzare tutto per arrivare a 48 ore di attesa tra la richiesta del finanziamento e la sua erogazione.
Un competitor? Non per forza
Mentre sul rapporto con il player bancario tradizionale, Gamaleri non parla solo di competizione. «All’estero ci sono molti esempi di collaborazione tra marketplace e investitori istituzionali – spiega – e già oggi in Italia ci sono diversi istituti bancari che esternalizzano i prestiti personali o altre tipologie di prodotto di credito».