SSN e Sanità integrativa: due giocatori della stessa partita

fondi Sanitari ssn

Migliorare la qualità della vita delle persone: questo è il presupposto che il Sistema Sanitario Nazionale e la cosiddetta Sanità integrativa perseguono.

Sarebbe già sufficiente fermarsi qui per accogliere con grande entusiasmo la possibilità per un’impresa di aderire a un fondo integrativo e aiutare le persone a stare ancora meglio.Se poi ci aggiungiamo il fatto che le due strade non si sovrappongono l’una con l’altra, ma sono complementari, ovvero il sistema privato delle imprese permette di fornire quei servizi che il SSN non riesce ad erogare, come, ad esempio, le cure mediche odontoiatriche che normalmente sono a pagamento, comincerebbero a delinearsi i primi notevoli benefici degni di un welfare virtuoso. E se, ancora, dicessimo che il servizio sanitario integrativo permette di alleggerire significativamente le lunghe liste d’attesa del SSN allora non ci sarebbe più alcun dubbio.

Il fondo Metasalute

L’Italia, con grande lungimiranza rispetto agli altri stati europei, è stata terreno fertile per lo sviluppo del fondo nazionale di categoria Metasalute, che fornisce Assistenza Sanitaria integrativa ai lavoratori dell’industria metalmeccanica e dell’installazione di impianti e ai lavoratori del comparto orafo e argentiero. Risultato di un prezioso dialogo tra Federmeccanica, Assistal, Fim, Fiom e Uilm, Metasalute, dal 2011, anno della sua costituzione, ha raccolto l’adesione di circa 36.000 aziende per lo più operanti nel settore metalmeccanico, rispondendo alle necessità sanitarie di circa 1.200.000 lavoratori dipendenti in servizio, a cui si aggiungono circa 600.000 familiari inclusi gratuitamente nella copertura e altri 16.000 circa familiari fiscalmente non a carico, con inclusione a pagamento. Stiamo parlando complessivamente di circa 1.800.000 persone che possono accedere in modo agevolato a cure, terapie, visite, indipendentemente dal loro stato di salute.

Metasalute Bettini

Nessuna pressione dalla competizione

Proprio per il fatto che il fondo è uno strumento di welfare contrattuale chiuso e regolato dal CCNL, esso non subisce le pressioni di un mercato competitivo, potendo così garantire servizi sempre qualitativi elevati, nel pieno interesse del lavoratore.

L'interesse del mercato

Lo scenario è quindi più che positivo e sembrerebbe che molti investitori, grandi banche e assicurazioni, lo abbiano compreso molto bene. A confermarlo, la nascita di realtà come Unisalute, del gruppo Unipol, l’acquisizione di RBM da parte di Banca Intesa e il crescente interesse di Allianz e Generali ad estendere il proprio campo d’azione.

Gli ostacoli alla diffusione del modello

Il trend positivo che potrebbe dare adito a una rapida contaminazione in altri settori, oltre a quello metalmeccanico, presenta però anche delle difficoltà: prima fra tutte, una complicazione di tipo organizzativo. Il tessuto nazionale non sempre è in grado di erogare servizi con standard qualitativi alti in tutto il territorio, soprattutto nelle regioni del sud Italia. Per questo motivo Metasalute si è affidata a RBM che è l’unica per il momento a garantire servizi di eccellenza e soprattutto capillari sul territorio.

Infine, esistono delle complessità di natura culturale, che investono alcune categorie di servizi sanitari che storicamente operano su un mercato libero, senza intermediazione con le istituzioni regionali e statali.

Ad ogni modo, l’eccezionale periodo storico che stiamo vivendo ha riportato il lavoro ai primissimi posti nella scala dei valori per poter far ripartire l’economia: infondere, quindi,  tranquillità ai lavoratori stessi, garantendo loro l’accesso a cure adeguate in caso di necessità fa pensare a una spinta positiva verso un futuro roseo sia di un welfare collettivo che di un SSN sostenibile nel tempo.

 

La Rivista

Gennaio/Febbraio 2026

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