In Italia mancano le giuste competenze per affrontare la trasformazione digitale. È quanto emerge dalla seconda edizione dell'Osservatorio delle Competenze Digitali, studio delle principali associazioni ICT: AICA, Assinform, Assintel e Assinter Italia e promosso dall'Agenzia per l'Italia Digitale (AgID), presentato il 15 gennaio a Roma.
Le competenze digitali si devono adeguare
Aziende e P.A. sono altamente consapevoli dell'impatto della digital transformation e della necessità di adeguare le competenze digitali soprattutto ai nuovi trend, come mobile, digitalizzazione di flussi e processi, business analytics, IoT, cloud computing, evoluzioni web, pagamenti elettronici.
Le figure più ricercate
Di conseguenza, nelle azienda ICT si apre la caccia a profili come il Security Specialist, l'Enterprise Architect, il Business Analyst. Nelle aziende utenti e nella P.A. sono il CIO, il Security Manager, il Database Administrator e il Digital Media Specialist, l'Enterprise Architect, il Business Information Manager, l'ICT Consultant e il Business Analyst. I canali di reclutamento prevalenti, invece, sono per le aziende ICT il network personale-professionale, mentre per le aziende utenti sono le società di ricerca e selezione e nella P.A. si ricorre soprattutto al concorso pubblico. Tuttavia, le retribuzioni nel settore ICT sono più basse rispetto alla media generale, soprattutto ai livelli decisionali, mentre se la cavano meglio gli impiegati.
La crescita delle risorse interne
Primo passo per la crescita delle competenze interne è, invece, il training on the job, mentre le società ICT in house di Regioni e Province Autonome ricorrono a corsi di formazione: in generale però le giornate dedicate alla formazione sono pochissime: la media è di 6,2 giornate annue pro-capite nelle aziende ICT, 4 nella P.A., 3 nelle aziende utenti.
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