
Forse è stato fin troppo facile prevederlo, mancava la conferma ed ora, a quanto pare, c’è anche quella. La pandemia di Covid-19 sta incidendo negativamente anche sulle rimesse dei migranti.
Questo quanto emerge dalla lettura degli ultimi dati di Banca d’Italia contenuti nel report “Rimesse verso l'estero degli immigrati in Italia” pubblicato in queste calde giornate di inizio luglio.
Il lockdown di marzo 2020
Nel primo trimestre del corrente anno, quindi con il solo mese di marzo interessato dal lockdown, sono state inviate verso i paesi di origine dei lavoratori stranieri presenti nella penisola rimesse di denaro per oltre un miliardo e 281 milioni di euro, quasi 100 milioni di euro in meno rispetto allo stesso periodo del 2019, quando venne oltrepassata quota un miliardo e 382 milioni di euro.
Rimesse in contrazione per i primi 3 Paesi
In forte calo le rimesse verso il Bangladesh che lasciano per strada quasi 52,5 milioni di euro, passando da € 171,5 mln a € 119,1 mln. Tra l’altro, ricordiamo, nel 2019 era stato proprio il Bangladesh a guidare, per il secondo anno consecutivo, la classifica dei paesi ricettori delle rimesse dall’Italia catalizzando un flusso di circa 856 milioni di euro (+20,6% rispetto al 2018). Anche la Romania e le Filippine si contraddistinguono per una forte contrazione del flusso ricevuto perdendo rispettivamente 20,3 milioni di euro (da 154,4 milioni del primo trimestre 2019 a 134,1 del 2020) e 14,3 milioni di euro (da 105,4 milioni a € 90,7 milioni).
La nuova classifica
Nonostante la riduzione del volume delle rimesse, i primi tre paesi ricettori del flusso gennaio-marzo 2020 sono stati nell’ordine Romania, Bangladesh e Filippine. A seguire Pakistan, Senegal, Marocco, India, Sri Lanka, Georgia e Perù. A seguire perde valore il flusso verso lo Sri Lanka (quasi 11 milioni), quello verso il Brasile (3,3 milioni in meno), Albania (-2,7 milioni) e via via un po’ tutti i paesi si sono visti arrivare nel primo trimestre del corrente anno meno di quanto pervenuto nei primi tre mesi del 2019.

Chi va controcorrente
Scorrendo i dati di Banca d’Italia scopriamo (con sorpresa) che vi sono alcuni paesi controtendenza che, nel periodo in osservazione, hanno incrementato il flusso di rimesse. A guidare la classifica di questo ristretto gruppo di “fortunati” è la Georgia che passa da 42,3 milioni di euro del primo trimestre 2019 a 52,8 milioni nei primi tre mesi del 2020. Seguono l’Ucraina con € 48,8 mln (+ € 6,8 mln), l’India € 68,8 (+ € 3,4 mln), il Pakistan € 88,1 mln (+ € 2,6 mln) e la Moldavia € 27,0 (+ € 2,2).
Le stime della Banca Mondiale
Se questa è la situazione italiana, desta molta preoccupazione anche lo scenario mondiale delle rimesse che, secondo la stima della Banca Mondiale, subirà nel 2020 una contrazione del 20%. Nel 2019, sempre secondo la Banca Mondiale, il valore assoluto a livello globale delle rimesse si era attestato intorno ai 714 miliardi di dollari e la stima per il 2020 parlava di 746 miliardi che ora sono stati ridotti a 572 miliardi. Di questi, quelli diretti verso i paesi a basso e medio reddito saranno 445 miliardi, contro i 574 stimanti, e conseguentemente aumenteranno per migliaia di famiglie le difficoltà per far fronte ai propri bisogni fondamentali.