L’edizione 2020 del Dossier Statistico Immigrazione, redatto dal Centro Studi e Ricerche Idos, in collaborazione con il Centro Studi Confronti, presenta degli spunti molto interessanti che costituiranno, il prossimo anno, un’ottima base di confronto per misurare gli effetti della pandemia di Covid-19 sull’immigrazione in Italia.

Particolarmente impegnativo è stato il lavoro svolto da Lorenzo Luatti, ricercatore di Oxfam e autore del consueto capitolo dedicato alle rimesse di denaro che i lavoratori stranieri presenti in Italia inviano ai familiari rimasti nel paese di origine.
L’incertezza portata dal Covid
Nell’elaborato si tenta di fare una previsione anche di quello che sarà l’andamento delle rimesse in questo complicato 2020 che, a livello mondiale, stando ai volumi del primo semestre, evidenzia un forte ridimensionamento e le previsioni, pur nella generale incertezza, non sono ottimistiche. L’incertezza, ovviamente, serpeggia anche con riguardo al flusso che partirà dall’Italia, pertanto sarà opportuno attendere il consuntivo di fine anno per poi elaborare le corrette analisi sull’impatto causato dal Covid-19.
Oltre i 6 miliardi per le rimesse
Nel 2019 il volume di rimesse fuoriuscite dall’Italia ha oltrepassato i 6 miliardi di euro, cifra questa che, se paragonata a quanto inviato nel 2018, registra un incremento del 4,6%. Tra l’altro, a proposito del 2018, viene specificato nel capitolo che nel corso del 2019 la Banca d’Italia ha rettificato i dati ufficiali riferiti, appunto, al 2018 rivedendoli in ribasso per 390 milioni di euro (quindi nel 2018 il flusso di rimesse fu di 5,81 miliardi di euro e non di 6,20 come inizialmente considerato).
Bangladesh primo in classifica
A guidare la classifica dei paesi ricettori delle rimesse tricolori è, per il secondo anno consecutivo, il Bangladesh che ha ricevuto 856 milioni di euro complessivi (+21,3% rispetto al 2018), triplicando i flussi nell’ultimo decennio. Al secondo posto si posiziona la Romania con 613 milioni di euro che, se comparati con quanto ricevuto nel 2018, registrano una contrazione quasi del 10%.
Africa e Asia trainano le rimesse
La crescita complessiva nei volumi di rimesse del 2019 è avvenuta soprattutto grazie ai migranti provenienti dal continente africano e dal continente asiatico (in particolare, Asia occidentale e centro-meridionale) che hanno prodotto rimesse per oltre 250 milioni di euro. Ciò è dimostrato dal fatto che tra i primi otto paesi nella graduatoria cinque sono asiatici e due africani.

Crescono le rimesse verso il Pakistan
In particolare, il Pakistan con 411 milioni di euro ricevuti nel 2019, registra un +16,2% rispetto al 2018 mentre Filippine, India e Sri Lanka, pur essendo presenti nei primi posti della graduatoria del 2019 dei Paesi ricettori di rimesse dall’Italia, mostrano un segno negativo rispetto al 2018. In crescita anche le rimesse verso Senegal (+5,0%) e Marocco (+3,0%) che in termini assoluti hanno attirato un flusso rispettivamente di 376 e 328 milioni di euro.
Lombardia e Lazio ai primi posti per invii
A livello regionale l’apposita classifica per invii vede al comando Lombardia e Lazio, rispettivamente con 1,4 miliardi e 939 milioni. A seguire Emilia-Romagna e Veneto, entrambe con invii superiori ai 500 milioni di euro, quindi Toscana, Campania e Piemonte con flussi superiori ai 370 milioni.

Scorrendo la classifica per provincia, risulta che un quarto delle rimesse italiane è originato dalle province di Roma e Milano, rispettivamente 814 e 694 milioni di euro. Quindi Napoli (262 milioni), Torino (210), Brescia (181), Firenze (177) e Bologna (165).
Il 2019 è archiviato, l’appuntamento con le rimesse è per il 2020 con tanto d’incognita Covid-19.