Federcasse: “Prendiamo atto dell'iniziativa della Cassa Centrale Banca che ha presentato oggi a Milano le linee del proprio Progetto di Gruppo Bancario Cooperativo. In questo momento, il centro dell'attenzione e la priorità continuano però ad essere la definizione delle nuove regole, senza le quali le iniziative industriali mancano di riferimenti essenziali. L'impegno di Federcasse, come noto, è sul piano normativo e non su quello industriale, che non le compete”.
Federcasse: una sola realtà dopo la riforma delle BCC
Questo si legge nella nota diffusa da Federcasse, Federazione nazionale delle banche di Credito Cooperativo, dopo la conferenza stampa di Cassa Centrale Banca presso borsa Italiana. “Federcasse ha come missione l’unità del Credito Cooperativo italiano”, si legge nella nota, che prosegue, “l’unità – oltre ad essere una scelta strategica lungimirante – è motivata da ragioni economiche, industriali, di stabilità. La riforma delle BCC, è stato più volte ribadito da Federcasse, dovrà portare ad un’unica realtà di dimensioni idonee ad attrarre capitali esterni, a investire consistentemente in innovazione e sviluppo, a prevenire e sostenere eventuali criticità”.
Federcasse: credito cooperativo UE all’insegna dell’unità
Federcasse sottolinea come in altri Paesi UE le riforme degli ultimi anni abbiano puntato sulla creazione di Gruppi bancari unici, con l’idea che la frammentazione dei gruppi bancari cooperativi comporti una frammentazione e, in ultima sostanza, un indebolimento. Quanto al tema dell’autonomia della singola BCC, Federcasse sottolinea che la propria proposta “prevede già in norma primaria l’autonomia per la singola banca cooperativa commisurata alla propria meritevolezza, che conferma la sovranità delle basi sociali se la propria BCC è in buone condizioni di salute. Quando il nuovo quadro legislativo e regolamentare sarà completato si potrà passare alla elaborazione definitiva dei profili industriali che non potranno non tener conto della profonda modifica normativa in preparazione”.
Una “scossa” al sistema cooperativo
L’annuncio di Cassa Centrale Banca sembra così aver colto nel segno: l’auspicio dello stesso Presidente Giorgio Fracalossi era di dare un segnale, se non addirittura una scossa, al movimento cooperativo. Fracalossi ha anche aggiunto che la proposta non è stata condivisa con Federlus, la Federazione delle Banche di Credito Cooperativo di Lazio, Umbria e Sardegna, il cui Presidente Liberati aveva esplicitato la possibilità di Capogruppo Regionali (ipotesi bollata da Alessandro Azzi, Presidente di Federcasse, con l’espressione “balcanizzazione del credito cooperativo”).
Riforma BCC: chi sostiene il “multipolo”
Cassa Centrale Banca ha presentato il proprio modello di Capogruppo del Credito Cooperativo in Borsa Italiana a Milano: un contesto che richiama il mercato dei capitali (e la stessa nota di Federcasse ha sottolineato la peculiarità del luogo scelto per l’annuncio) ma anche la piazza in cui si muovono gli attori – e i media – di rilevanza nazionale. Dopo Federlus, è la seconda voce che si leva a favore di una pluralità di Capogruppo bancarie per il credito cooperativo italiano.