Con un laconico comunicato, Federcasse a fine 2016 si è arresa all’evidenza. Nessuna Capogruppo unica per le BCC italiane, mancano le condizioni. Entro l’anno prenderà forma il duopolio cooperativo.
Capogruppo BCC “ufficiali” entro gennaio 2017
A dettare il ritmo ci ha pensato Banca d’Italia, che ha aperto il 2017 delle BCC con la comunicazione del 5 gennaio in cui si sottolineava l’importanza “che tutti gli attori del sistema del credito cooperativo si preparino per tempo e adeguatamente per strutturare il percorso più idoneo e sicuro per la realizzazione dei nuovi gruppi”. E fissava la scadenza di fine gennaio 2017 per comunicare ufficialmente l’intenzione di assumere il ruolo di Capogruppo nazionale o provinciale a Bankitalia e “all’intero sistema delle BCC”, congiuntamente a un piano dettagliato sulle azioni da intraprendere per rispettare tutti i requisiti richiesti dalla normativa.
Nessun trattamento di favore per le BCC maggiori
Banca d’Italia ha aggiunto l’invito “a prestare la massima attenzione alla definizione delle condizioni di ammissione, che devono risultare ancorate a criteri non discriminatori in linea con il principio di solidarietà tra le banche cooperative a mutualità prevalente”. Nella nota si esplicita il divieto a “contrattare” un trattamento più favorevole in termini di autonomia gestionali in cambio dell’adesione di una singola BCC.
Adesioni alle Capogruppo BCC: si decide entro l’Assemblea
Scadenza definitiva anche per l’adesione della singola BCC a una Capogruppo o all’altra: andrà deciso in occasione dell’Assemblea di approvazione del bilancio 2016 e la scelta andrà comunicata alla Capogruppo e a Banca d’Italia entro i 10 giorni successivi. La “conta” delle adesioni si concluderà quindi nella prima parte del 2017, dopo l’ufficializzazione del modello duale all’assemblea Federcasse del 20 dicembre. Difficile immaginare che sia indolore: un sistema così interconnesso e molteplice come quello delle BCC, in cui la pluralità (con le inevitabili inefficienze) l’ha sempre fatta da padrona, tra non facili equilibri di campanili e identità, vedrà ogni singolo componente costretto a scegliere. Bianco o nero, di qua o di là, Cassa Centrale o Iccrea Banca.
Cassa Centrale: aumento di capitale a gennaio
Intanto, a gennaio 2017 gli sfidanti trentini di Cassa Centrale Banca lanciano l’aumento di capitale di 500 milioni di euro: il suo successo è indispensabile ma da Trento arriva un forte ottimismo. Anche grazie al centinaio di pre-adesioni confermate ad AziendaBanca dal Presidente Giorgio Fracalossi in una intervista pubblicata sul numero di dicembre 2016.
Banca di Cambiano gia' spa. ChiantiBanca con Cassa Centrale
Alcune delle BCC maggiori hanno scelto di uscire dal nuovo sistema, preoccupate probabilmente anche della loro autonomia nel nuovo sistema. Banca di Cambiano è diventata SpA optando per la "wayout". ChiantiBanca invece ci ha ripensato: i soci hanno scelto di mantenere la forma di credito cooperativo e di aderire alla Capogruppo Cassa Centrale Banca.
E se intervenisse il Regolatore?
C’è anche chi non si pone il problema di dover scegliere. La recente lettera di intenti per la fusione tra Banca di Verona Credito Cooperativo Cadidavid e la Cassa Rurale Agricola di Brendola, ad esempio, non prende in considerazione la questione. Pazienza se la prima si appoggia alla tecnologia di Iccrea e la seconda a quella di Cassa Centrale: si spera ancora in una riunificazione last minute. Magari spinta da un intervento del Regolatore, nel caso in cui il piano o le azioni intrapreso da una delle Capogruppo venissero giudicati insufficienti: quello sì, che farebbe esplodere le polemiche.