Aumentano le insolvenze delle aziende sui confidi. Secondo la sesta edizione della ricerca “I Confidi in Italia” del Comitato Torino Finanza, le imprese continuano a chiedere liquidità ma l’impatto della crisi economica sull’imprenditoria non permette loro di far fronte ai debiti.
Andamento negativo delle garanzie
Inoltre, il mercato delle garanzie presenta un andamento negativo, a causa della contrazione del numero di confidi (dai 510 del 31 dicembre 2012 ai 404 del 31 maggio 2014), della diminuzione della solvibilità dei consorzi (con il TRC a un livello prossimo al limite minimo del 6%) e di un critico incremento delle attività deteriorate (aumento medio per le attività deteriorate lorde del 45,10% e del 43,92% per quelle nette), con circa il 40% dei confidi del campione le cui attività lorde rappresentano un terzo dell’intero stock di garanzie.
Consorzi: criticità nel valutare il merito
Dal punto di vista dei consorzi, invece, la ricerca conferma l’utilizzo dei confidi come veicolo di politica economica e come strumento per allentare il rischio di credit crunch nei confronti delle piccole medie imprese, attraverso un ruolo di intermediazione per l’accesso al credito bancario. Tra le criticità, emergono le difficoltà dei consorzi di valutare il merito con un approccio qualitativo e un rapporto con le banche che, pur essendo ritenuto paritario nella negoziazione, risente di un difficile coordinamento dei sistemi informativi e di ritardi nelle comunicazioni.
Metà dei confidi attivi nel Sud Italia
Interessante anche la geografia che emerge: quasi la metà dei confidi attivi (45%) ha sede nel Sud Italia; oltre un terzo (il 34%) al Nord (18% al Nord-Ovest e il 16% al Nord Est), il 21% al Centro. I confidi 107 hanno prevalentemente sede nelle Nord Italia, mentre i 106 prevalgono nel Centro Sud. Distinguendo poi tra confidi vigilati e non, si nota immediatamente la loro diversa localizzazione, con una prevalenza dei confidi ex. 107 al Nord.
Garanzie in continua discesa
Le garanzie erogate alle imprese (riferito ai bilanci chiusi il 31 dicembre 2012), sono ancora in seria diminuzione (-6%), per il terzo anno consecutivo; l’area geografica più colpita da tale contrazione del credito è il Nord-Est (-9,31%), seguito dal Nord-Ovest (-7,31%) e dal Centro (-6,93%). La flessione colpisce principalmente i confidi di primo grado che hanno avuto un portafoglio di 19,7 miliardi di euro così distribuiti: 7,7 miliardi ai confidi del Nord-Ovest, 3,7 miliardi in carico agli operatori del Nord-Est, 4,6 miliardi riportati dai confidi del Centro Italia e 3,5 miliardi attribuibili ai confidi del Sud.
Contrazione anche per i volumi dei prestiti bancari
La diminuzione dello stock garanzie è sostanzialmente parallela alla contrazione dei volumi dei prestiti bancari a livello nazionale; differente il quadro locale: nelle macroaree centro-settentrionali, la riduzione del portafoglio garanzie è stata più accentuata di circa 3-4%. I confidi del Sud, invece, hanno fronteggiato il maggior razionamento del credito (-6,5%) con un inusitato incremento del loro portafoglio (+3%).
«Ciò che avviene nei confidi è diretta conseguenza del comportamento delle imprese rispetto alla liquidità e agli investimenti – dichiara Vladimiro Rambaldi, Presidente Torino Finanza. Contrazione del credito e delle attività imprenditoriali vanno di pari passo in un periodo di grande incertezza globale. La ricerca presentata oggi conferma i consorzi garanzia quale importante punto di riferimento per le imprese. Ciò che li caratterizza comunque è la capacità di essere chiave fondamentale per l’accesso al credito che diversamente sarebbe negato. Con la capacità di consulenza, l’offerta di servizi, la capillarità della presenza, i confidi sono in grado di portare le imprese a negoziare con efficacia con le banche, pur con le difficoltà del momento, e a dare risposte concrete agli imprenditori».
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