Resta la prudenza, ma si cercano i rendimenti

I risparmiatori italiani incominciano ad abituarsi alla crisi. Tanto che, secondo il terzo Osservatorio Anima, realizzato da Anima Sgr e Gfk Eurisko, gli italiani sono certamente ancora prudenti, ma meno rigidi nelle loro strategie di gestione delle spese e dei risparmi.

 

Il superfluo è già stato tagliato
Si continua a ridurre i costi superflui, ad esempio, ma le spese importanti si tagliano meno e si torna a cercare di risparmiare e (magari) investire. E’ come se la situazione di difficoltà e la necessità di controllare le spese si fossero ormai definitivamente stabilizzate nella routine degli italiani, in un contesto tra l’altro di generale sfiducia sul processo di integrazione europea.

Il 56% vuole risparmiare
Guardando al risparmio, vero focus dell’Osservatorio, si conferma una certa stabilizzazione: ad avere progetti di investimento e risparmio nei prossimi mesi è il 56% degli italiani, un dato in linea con il 55% dello scorso ottobre. Il 25% del campione continua ad accantonare denaro per fare fronte a eventuali emergenze. Tra le vittime eccellenti del nuovo clima spunta il mattone: la volontà di investire in immobili scende dal 9% al 5% e dal 18% all’8% restringendo i dati ai soli investitori.

Il 48% comunque non investirebbe
Alla domanda “Se oggi avesse da investire quali prodotti sceglierebbe” il 16% non farebbe comunque investimenti e il 22% risponde, forse un po’ seccamente, che non ha soldi da investire: a puntare sull’immobiliare sarebbe solo il 20%, contro il 24% di pochi mesi fa. Nel 2013 il 51% vuole risparmiare di più, il 26% punta a costruire una riserva per le emergenze e il 13% a rivedere e ottimizzare il portafoglio investimenti. Il 5% sta valutando la sottoscrizione di un piano di accumulo.

Piacciono meno i titoli di Stato
Chi è già impegnato in un investimento vorrebbe soprattutto rimodulare il portafoglio: in calo l’orientamento ai titoli di Stato (solo il 22% guarda ai titoli governativi italiani), cresce quello ai fondi comuni di investimento (dal 2% al 10% in qualche mese), in particolare quelli legati a obbligazioni e fondi obbligazionari. L’8% del campione terrebbe comunque il proprio patrimonio in conto corrente e liquidità.

Quasi la metà vuole tutelare il capitale
Il 49% del campione continua a cercare meccanismi di tutela del capitale investito, con un 39% che predilige il rendimento garantito, ma la ricerca di rendimenti elevati cresce dall’11% al 16%, con un orientamento spiccato al breve periodo. Nello scegliere, oltre ovviamente alle peculiarità del prodotto (determinanti per il 97%), sono importanti anche gli aspetti legati al servizio, quali trasparenza e chiarezza delle informazioni e l’assistenza riservata. I parametri più importanti restano comunque la certezza del rendimento (61%) e il fatto che caratteristiche e costi siano chiari e trasparenti (56%), seguiti dall’assistenza nella scelta da parte di un consulente (23%) e la notorierà del brand della società che gestirà i risparmi (11%).

 

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