I deboli miglioramenti nelle insolvenze
Sono i risultati dell’ottava edizione del report Mancati Pagamenti di Euler Hermes. In base al report il tempo di incasso di un pagamento è sceso sotto i 90 giorni nel 2016: un segnale positivo, anche se a livello europeo solo la Grecia fa peggio. A migliorare di poco sono anche i debiti scaduti, che diminuiscono del 25%, mentre si mantengono in calo gli indicatori di frequenza (-6%) e severità (-13%) dei mancati pagamenti insieme alle insolvenze aziendali (-9%).
Regioni e settori più in crisi
I casi di insolvenze sono però ancora più del doppio rispetto ai livelli pre-crisi. Il costo di un mancato pagamento in media per l’Italia è pari a 14mila euro, un importo ancora troppo alto. Alcune regioni d’Italia inoltre non hanno vissuto il trend di miglioramento delle insolvenze generale: in Lazio e Puglia la situazione è stata negativa. Guardando invece ai settori, lo stesso è avvenuto per il tessile, l’automotive e quello dei trasporti.
Situazione non buona per l’export
Alcuni incrementi per i mancati pagamenti ci sono stati anche sui mercati esteri: ad esempio per gli indicatori della frequenza (+2%) e della severità (+8%). Il 2016 è stato un anno di rallentamento per le principali economie di destinazione del made in Italy. Tessile e abbigliamento, elettronica ed edilizia sono i comparti che hanno sofferto maggiormente. L’insoluto medio è cresciuto fino ad arrivare a 23mila euro. C’è quindi una maggiore rischiosità all’estero, in particolare nei principali mercati per l’export italiano: Stati Uniti (+1%), Regno Unito (+5%), Turchia (+5%), Polonia (+3%) e Cina (+10%).
Si cresce con lentezza
Una debole ripresa comunque c’è. Nel 2016 in Italia si è registrata una crescita dell’1%, nonostante fattori politico-economici interni ed esterni. Il 2017 sarà l’anno in cui la domanda interna stenterà ancora (+1%) mentre l’export ripartirà (+2,2%).