Utile netto sopra il miliardo di euro nella relazione semestrale di UniCredit: il dato è in calo sul semestre, ma negli ultimi tre mesi la dinamica dell’utile ha visto una forte accelerata. Da qui l’ottima accoglienza in Borsa, proprio nel giorno dell’uscita di Roberto Nicastro.
Cost/income al 60%
Nel primo semestre 2015 UniCredit ha mantenuto stabili i ricavi a 11,5 miliardi di euro (+0,9% nel semestre) con un lieve aumento dei costi totali (+1,6% a 6,9 miliardi di euro) e un cost/income al 60%. Le rettifiche su crediti ammontano a 1,9 miliardi, in crescita del 2,8% dall’inizio dell’anno, il costo del rischio sale di 3bps arrivando a 79punti base.
Core bank: -1,7% i crediti alla clientela
Nell’ambito del core bank la qualità dell’attivo mostra un costo del rischio più basso, a 55 punti base, ma comunque in crescita di 2 bps nel semestre. Le rettifiche su crediti nel core bank ammontano a 1,2 miliardi, +5,5% nel semestre. In calo i crediti verso la clientela: -1,7% solo nell’ultimo trimestre per un totale di 432,6 miliardi. I nuovi crediti a medio-lungo termine erogati dalle Commercial Bank crescono del 37,6% per un totale di 15,4 miliardi: in Italia alla crescita semestrale del 45,3% hanno contribuito soprattutto le mid-corporate. Per Germania (+32,2%) e Austria (+19,9%) contrano invece soprattutto i mutui residenziali. La raccolta diretta ammonta a 473,6 miliardi.
Non core: in calo i crediti deteriorati lordi
Nella banca “non core”, sorta di “bad bank in house” che raccoglie i crediti difficili del Gruppo, i crediti lordi scendono a 69,9 miliardi nel secondo trimestre 2015: i crediti in bonis calano a 16,1 miliardi, 8,9 miliardi in meno rispetto a un anno fa. La cessione dei crediti in sofferenza si è tradotta in un valore contabile lordo di 734 milioni. I crediti deteriorati lordi calano del 2,1% a 53,7 miliardi, con un coverage ratio al 51,6%. Le sofferenze lorde crescono dello 0,4% nel secondo trimestre arrivano a 36,4 miliardi di euro: il coverate ratio è superiore al 60%.