Il risparmio sui costi porta l’ATM fuori dalla filiale
A livello globale, secondo la ricerca sugli ATM, la quota di sportelli collocati al di fuori delle filiali bancarie è salito al 51% nel 2015. La causa è riconducibile a una sempre minore frequenza di clienti all’interno delle agenzie e alla crescita dei costi di gestione, che ha portato i mercati più sviluppati a razionalizzare il numero di filiali e puntare sugli sportelli automatici per offrire alla clientela un canale più efficiente e meno costoso. In Olanda, ad esempio, sono state chiuse 900 filiali tra il 2011 e il 2015, mentre il numero di ATM posti al di fuori delle agenzie è cresciuto di 800 unità.
L’ATM: strumento di inclusione finanziaria
Anche le banche dei mercati emergenti vedono l’ATM come una alternativa meno costosa alle filiali: non potendo aprire una agenzia in ogni piccola città o villaggio, lo sportello automatico è spesso il primo e unico punto fisico di contatto tra la banca e i clienti. Ma si rivela anche un utile strumento per l’inclusione finanziaria e per accrescere la base clienti: l’esempio pratico proviene dal Cile, dove la State Bank sta facendo largo uso di ATM per raggiungere i segmenti di popolazione non bancarizzata e sottobancarizzata.
I ricavi dell’ATM
Oltre a ridurre i costi, l’ATM fuori sede può generare ricavi. Scegliere un luogo altamente frequentato può aumentare i volumi delle transazioni, portando a un maggior numero di commissioni interbancarie. E dove gli sportelli automatici portano profitto, le banche si trovano spesso in competizione con gli installatori indipendenti di ATM (IAD) che ricercano quote di mercato. A oggi i terminali IAD rappresentano il 16% degli ATM a livello globale, la maggior parte dei quali sono installati proprio dove non sono presenti filiali bancarie. RBR prevede che, a eccezione della Cina, nella maggior parte dei mercati dove ancora non ci sono installatori indipendenti si assisterà a una crescita degli IAD.