Sei mesi positivi in Borsa Italiana. Secondo il rapporto Assosim sul primo semestre 2015 il mercato azionario ha registrato una crescita sia dei volumi negoziati, sia dei contratti conclusi. Lieve calo, invece, per il mercato obbligazionario. Mentre gli ETF continuano la loro ascesa.
La classifica equity
Il mercato azionario su Borsa Italiana ha raggiunto un controvalore totale degli scambi pari a 435 miliardi di euro (+16,65% rispetto ai primi 6 mesi del 2014), con un aumento dei contratti scambiati, pari a 37 milioni (+6,16%). Nel dettaglio, sul mercato azionario FinecoBank ottiene la quota di mercato più alta per volumi scambiati e per numero di operazioni (rispettivamente una share del 19,91% e del 17,77%), seguono IWBank (10,74% per volumi e 8,49% per operazioni) e Banca IMI (8,69% per volumi e 10,92% per operazioni).
La classifica bonds
Sul podio dei volumi scambiati sul mercato obbligazionario troviamo invece Banca AKROS (quota di mercato del 19,70%) seguita da Banca IMI (19,37%, prima invece per numero di operazioni: quota di mercato del 22,92%) e ICCREA Banca (11,95%). I controvalori scambiati, tuttavia, sono diminuiti del 4,56%: complessivamente, quindi, sono stati scambiati 179 miliardi di euro di controvalore, a fronte di 2,8 milioni di contratti.
Uno sguardo all’ExtraMOT
Il mercato di riferimento per la quotazione degli strumenti a sostegno della crescita delle PMI italiane sconta una diminuzione dei controvalori scambiati (-39,91%): la causa è legata all’allargamento degli spread bid-offer sulle emissioni corporate, con la conseguente maggiore illiquidità del comparto.
Il boom degli ETF
Crescita a doppia cifra per il mercato ETFplus, dove sono stati conclusi 2,6 milioni di contratti (+76,39%) per un controvalore di 55 miliardi (+48,19%). Una dinamica che rispecchia l’aumento dei contratti su alcune categorie di ETF, in particolare quelli obbligazionari (+92,91%) e quelli style (select dividend, growth small cap, smart beta, etc.), cresciuti dell’81,47%. Boom per gli strumenti su commodities (+197% dei contratti) e quelli che replicano indici di valute (+212%).
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