
Così l’hi-tech cambia le modalità di lavoro
A dirlo è la venticinquesima edizione del rapporto ABI, che ha analizzato gli impatti della digitalizzazione sul mercato del lavoro in banca e nelle istituzioni finanziarie. Complice anche la competizione con player non bancari, non ci sono dubbi sulla crescita dell’hi-tech. Anche in filiale. L’automazione ha portato a una riorganizzazione del lavoro dei dipendenti ma anche ad alcuni esuberi. Discorso simile per il back office, dove la dematerializzazione ha fatto posto a processi automatizzati. Sono cresciuti invece i lavoratori impiegati nelle attività commerciali, nella consulenza specializzata e nel customer service, anche fuori sede, o a domicilio dal cliente.
Più stabilità e vantaggi …
Un cambiamento radicale, certo, ma senza difficoltà evidenti. Nuove modalità di lavoro, come lo smartworking ad esempio, hanno portato alla riorganizzazione dello spazio e del tempo e a nuove regole a livello di diritti sindacali. Il personale bancario è diminuito dello 0,7% tra il 2015 e il 2016, mentre i contratti a tempo indeterminato nel settore sono ancora pari al 99%. Cresce anche la presenza femminile (pari al 45,2% del personale del Finance) e il numero di laureati assunti (il 38,8%).
Ma resta necessario ridurre i costi
Certo, c’è ancora bisogno di mettere mano al problema del recupero della redditività, anche con una migliore gestione del costo del personale. Le banche e le istituzioni finanziarie italiane faticano a reggere il passo con le realtà europee: i tassi di interesse si mantengono su livelli sotto lo media, il ciclo economico è ancora poco dinamico e la continua evoluzione delle regolamentazioni non aiuta. Serve quindi portare avanti gli sforzi con nuove riforme strutturali a livello nazionale e riorganizzare il modello distributivo.