I numeri dell’industria marchigiana

Industria manifattura 400Nelle Marche la produzione industriale è rimasta invariata tra il 2013 e il 2014, con un risultato migliore di quello rilevato a livello nazionale, in calo dello 0,6%, secondo quanto registrato dalle Indagini Trimestrali del Centro Studi di Confindustria Marche con la collaborazione di Banca Marche.

L’equilibrio raggiunto

Un bilanciamento dovuto alla contrazione dell’attività produttiva da minerali non metalliferi (-1,8%), alimentare (-1,3%), tessile abbigliamento (-0,6%) e meccanica (-0,2%), cui si è contrapposto l’incremento dei settori gomma-plastica e legno-mobile (+1,8% rispettivamente) e delle calzature (+0,3%).

Attività commerciale

Leggero incremento, inoltre, per l’attività commerciale dell’industria marchigiana: nel 2014 le vendite complessive sono cresciute dello 0,7% in termini reali rispetto al 2013. L’andamento in corso d’anno è altalenante, condizionato dalla componente estera della domanda, con un primo trimestre di crescita seguito da due trimestri centrali in leggera flessione e una ripresa nei mesi finali.

Carenza della domanda interna

Sul mercato interno, le variazioni negative sono andate attenuandosi in corso d’anno ma nella media del 2014 le vendite sono risultate in diminuzione dello 0,4% rispetto all’anno precedente. Flessioni sono state registrate da minerali non metalliferi, tessile-abbigliamento, calzature e alimentare; stabile l’attività commerciale del legno e mobile mentre in crescita è risultata quella di gomma e plastica e meccanica.

Cresce l’export...

In aumento, invece, nella media del 2014 le vendite sull'estero (+1,8% rispetto all’anno precedente). Consistente l’incremento registrato da legno e mobile (+5%), macchinari (+4,7%), tessile-abbigliamento (+3,8%), calzature (+2,8%); positivi anche i risultati per gomma e plastica (+0,9%), alimentare (+0,7%), minerali non metalliferi (+0,4%). In flessione, invece, le vendite sull’estero di apparecchi elettrici (-2%) e di prodotti in metallo (-1%). Anche nel 2014 le Marche, con un incremento delle vendite all’estero del 7,5% rispetto al 2013, sono risultate tra le regioni che hanno contribuito maggiormente a sostenere l’export nazionale.

...rispetto alla media nazionale

Un risultato superiore sia rispetto alla media nazionale (+2%) sia a quella della ripartizione dell’Italia centrale (+3%). Rispetto al 2013 il peso dell’export della regione sul totale nazionale è aumentato passando dal 3% al 3,1%.

Più esportazioni nell’Unione Europea

In espansione sono risultate le vendite verso i Paesi Ue (+12,3%) mentre sostanzialmente stazionarie quelle verso i Paesi extra Ue (+0,8%). Sale al 61,4% il peso dei mercati della UE28 sul totale delle esportazioni regionali (58,8% nel 2013). Tra i Paesi dell’UE si segnala la crescita delle esportazioni verso il Belgio (+31,7%), la Germania (+24,5%) e il Regno Unito (+16,8%), a fronte delle flessioni registrate da Francia (-5,4%) e Spagna (-0,9%); tra i Paesi europei non UE diminuiscono le esportazioni verso la Russia (-17,2%). In flessione anche le vendite verso Stati Uniti (-3,1%) e Cina (-7,2%). Nella graduatoria dei primi 20 Paesi di destinazione delle esportazioni marchigiane, il Belgio mantiene il primo posto con il 15,9% del totale; seguono la Germania con il 10,3% e la Francia con l’8,4%. Analizzando le esportazioni regionali in un arco temporale più ampio (2004-2014) si osserva che il livello del 2014 ha raggiunto e superato (+0,2%) il valore di massimo registrato nel 2007, anno precedente la crisi.

Il mercato del lavoro

La dinamica occupazionale registrata nelle Marche nel 2014 è risultata migliore di quella nazionale. Gli occupati sono risultati in aumento di 9.600 unità, pari all’1,6% rispetto alla media 2013, frutto dell’incremento di 4.200 unità della componente maschile (+1,2%) e di 5.400 unità di quella femminile (+2%). Per quanto riguarda i settori produttivi, l’incremento ha interessato tutti i comparti: nella media del 2014, l’occupazione è cresciuta di 3.900 unità nell’industria in senso stretto (+2,1%), di circa 2.900 unità nei servizi (+0,7%), di 1.600 unità nelle costruzioni (+4,3%) e di 1.200 unità circa in agricoltura (+9,3%). In diminuzione di circa 5.500 unità i disoccupati (-7,3% rispetto al 2013), mentre il tasso di disoccupazione si è attestato al 10,1%, nove decimi di punto in meno rispetto al 2013. Il tasso di disoccupazione giovanile 15-24 anni nelle Marche si attesta al 36,4% (42,7% in Italia), mostrando un ulteriore incremento rispetto al 2013 (36,2%).

Diminuiscono gli investimenti

In flessione, nel 2014, il consuntivo di spesa per investimenti delle imprese marchigiane, nonostante il positivo - anche se modesto - contributo di quelle più aperte al mercato estero. Sulla base dell'indagine condotta presso un campione di imprese industriali marchigiane, nel 2014 gli investimenti sono diminuiti del 5,7% rispetto al 2013 (-2,8% nel 2013). Ampiamente differenziato il quadro delle variazioni registrate tra le diverse tipologie di investimento. In crescita le principali componenti fisse rispetto al 2013: immobili (32,6%), impianti e macchinari (16,4%). In calo le principali componenti intangibili: pubblicità (-16,7%), ricerca e sviluppo (-22,4%) e formazione (-13,6%). Calo anche per la spesa in hardware e software (-13,2%) e in mezzi di trasporto (-1,7%). Le previsioni per il 2015 sono orientate verso una ulteriore flessione della spesa complessiva (-2,2%), che potrebbe tuttavia beneficiare dell’attenuazione del clima di incertezza della domanda interna e del miglioramento delle condizioni sui mercati esteri.

Il settore nel 2015

Secondo le previsioni degli operatori, il livello dell’attività economica tenderà a recuperare nel corso del 2015, grazie al traino della domanda estera ed alla progressiva ripresa di quella interna. In tutti i principali settori le previsioni risentono positivamente del favorevole clima della domanda estera. Restano generalmente migliori le previsioni per le imprese di media e più grande dimensione e, soprattutto, per quelle più aperte ai mercati esteri. Rispetto al 2014, gli imprenditori marchigiani prevedono un incremento della produzione nel 2015 dell’1,3%, mentre la crescita reale delle vendite è stimata pari al 2% sull’interno e al 3,7% sull’estero.

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