
Il WM verso il cambiamento
È uno scenario darwiniano quello che emerge da un recente studio di PwC sul WM a livello globale. Se da un lato aumentano gli attivi in gestione (si passerà dagli 84,9 trilioni di dollari del 2016 ai 145,4 trilioni entro il 2025, con un +6,2% annuo), dall’altro cresce la concorrenza: a vincere la sfida saranno non solo i gestori più grandi, ma anche quelli più abili nell’adattarsi al cambiamento. Al centro c’è la riduzione delle commissioni sui prodotti e i servizi ma anche lo sviluppo di soluzioni a valore aggiunto e l’orientamento verso asset class alternative.
Più attenzione per la previdenza, i fondi comuni …
Non è un caso se l’industria dell’Asset Management ha già da tempo iniziato a guardare con attenzione alla previdenza integrativa e ai piani di accumulo. Complici le crescenti difficoltà del sistema pubblico e il miglioramento delle aspettative di vita, il WM si occuperà maggiormente del risparmio degli individui in vista della pensione. Grazie alla crescita della ricchezza globale, degli HNWI e dei mass affluent, inoltre, entro il 2025 raddoppieranno i fondi comuni, inclusi gli ETF, così come i mandati istituzionali, i real asset, i private equity e i private debt. Gli investitori sono del resto sempre più interessati alla diversificazione e a ridurre la volatilità.
… e i nuovi segmenti di mercato in ottica hi-tech
Secondo PWC, gli Asset & Wealth Manager nei prossimi anni saranno anche più coinvolti in settori quali il trade finance, il peer-to-peer lending e gli investimenti in infrastrutture, oltre che nell’emissioni obbligazionarie, tradizionalmente in mano alle banche. Ma i gestori dovranno anche evolversi a livello tecnologico: il machine learning, l’AI e la blockchain trasformeranno interamente i processi.
La strategia si evolve
Ma il cambiamento non trascura la strategia di investimento. Le strategie a gestione passiva e quelle alternative pian piano guadagneranno quota sulla gestione attiva: i fondi a gestione attiva saliranno dai circa 60 trilioni di dollari di masse del 2016 agli 87 trilioni entro il 2025, ma la loro quota di mercato a livello globale diminuirà dal 71% del 2016 al 60% entro il 2025. I gestori passivi invece passeranno dal 17% nel 2016 al 25% del 2025, mentre gli alternativi dal 12% al 15%.
Boom del WM in Asia e America Latina
Il Wealth Management accelererà soprattutto nell’area Asia-Pacifico e in America Latina. La regione del Pacifico porterà a un +8,7% annuo dal 2016 al 2020, e a una crescita dell’11,8% dal 2020 al 2025. L’America Latina invece farà crescere il comparto del 7,5% annuo dal 2016 al 2020, per accelerare al 10,4% annuo dal 2020 al 2025. Nessun freno però anche per gli asset del Nord America (+5,7% annuo tra il 2016 e il 2020) e quelli europei (+8,4%).